Vaccino Pfizer, ritardo consegne: si valuta azione legale

20 gen 2021

Si è sempre saputo che dopo aver tagliato per primo il traguardo nella scoperta del vaccino anticovid sarebbe iniziata l'altra grande sfida, la produzione e la distribuzione a ritmo battente delle fiale. Al momento il colosso farmaceutico Pfizer sembra non adempiere a tale gravoso compito che non significa solo non rispettare il cronoprogramma delle forniture, come da contratto, ma creare un danno enorme alla campagna vaccinale che in Italia sta invece proseguendo spedita. Che succede adesso con i richiami da effettuare dopo 21 giorni dalla prima dose? Lazio, Piemonte e Puglia, per esempio, sono state costrette a far slittare di alcune settimane l'inizio delle vaccinazioni degli ultraottantenni e dei 400000 pazienti oncologici. Il sospetto, sempre smentito dalla multinazionale, è che alcuni lotti destinati all'Europa vengano dirottati verso aree del mondo, per esempio, pesi del Golfo che pagano decisamente meglio ogni fiala. Il ritardo è dovuto ad alcuni lavori nel nostro stabilimento in Belgio per aumentarne la capacità produttiva è la linea ufficiale di Pfizer. Le consegne torneranno regolari dal prossimo 25 gennaio, prosegue l'azienda in questo comunicato fermo al 15 gennaio scorso. Ma da allora i ritardi nelle forniture sono stati continui, comunicati all'Italia sempre all'ultimo minuto, come confermato dal commissario Arcuri, e proseguiranno anche la prossima settimana. Un comportamento deplorevole, il duro commento del Governo italiano che ha quindi deciso di intraprendere un'azione legale contro la multinazionale per inadempimento del contratto pubblico a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini. Intanto, per non vanificare gli sforzi raggiunti finora il governo ha proposto un meccanismo di solidarietà fra le regioni per garantire i richiami. Chi ha conservato più dosi di scorta le cederebbe a chi ha somministrato più vaccini. Una pillola amara per le regioni che hanno chiesto garanzie affinché le riduzioni siano solo temporanee e che sia il Governo a decidere dove devono essere distribuiti i vaccini e non più la Pfizer.

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