Vaccino Reithera, l'intervista al cofondatore

05 gen 2021

Questo vaccino dovrebbe essere la risposta italiana a quelle che sono in questo momento le produzioni di vaccini che stanno arrivando. In questo momento c'è solo la Pfizer, ma sappiamo che ci sono poi altri vaccini che però sono produzioni estere. Questo vaccino dovrebbe essere il primo vaccino italiano, negli sforzi del Governo, che entrerà anche all'interno di questa società, c'è proprio la volontà di intervenire con il capitale e di intervenire per lasciare non solo una produzione di vaccini italiana, ma anche una possibilità di ricerca. Noi ci troviamo proprio con il cofondatore della società. Come si può dire... perché questa società in realtà nasce in Svizzera, ma come si può dire che questo sarà la risposta italiana perché è comunque prodotto in Italia e soprattutto come interverrà lo stato italiano all'interno di questa società? ReiThera è una società italiana, ha sede a Castel Romano, ci tengo a dire che non ha mai distribuito un dividendo ai soci, tutti gli utili sono stati reinvestiti nel sito di Castel Romano e questo ci ha permesso di iniziare il progetto di sviluppo del vaccino contro il covid 19 e anche di aumentare la capacità produttiva per sostenere la futura fase commerciale e noi abbiamo già un accordo con le istituzioni italiane per dare priorità all'Italia nella distribuzione del vaccino che produrremo, ovviamente dopo - l'approvazione da parte di EMA e di AIFA. - Parliamo di tempi e di dosi, in quanto tempo... abbiamo appena terminato la fase 1 e sembra che sia molto soddisfacente questa fase 1, in quanto si arriverà a una produzione e quali sono poi le dosi che arriveranno direttamente dall'Italia per - il mercato italiano? - I tempi sono molto compressi nello sviluppo dei vaccini contro il covid e questo lo sappiamo già. Quindi la produzione su larga scala comincerà in parallelo con le fasi ulteriori di sperimentazione clinica, quindi la fase due e la fase tre. Cominceremo a rischio a produrre su larga scala, aspettandoci ovviamente un'efficacia del vaccino e noi riteniamo che potremmo avere questi dati per giugno, quindi arriveremo a presentare la nostra domanda di registrazione all'inizio della prossima estate, intorno a giugno. Quanti vaccini riusciremo a produrre in Italia... si parlava di 100 milioni di vaccini, l'Italia potrà essere autonoma - senza comprare vaccini all'estero? - Io ritengo di sì. La nostra capacità produttiva può arrivare a circa 100 milioni di dosi e abbiamo anche una partnership con altre società europee per aumentare eventualmente, se necessario, questa capacità produttiva e produrre anche il doppio: 200 milioni di dosi. Questo riteniamo la priorità rimarrà sempre all'Italia e riteniamo potrà essere sufficiente a coprire il futuro fabbisogno della nazione. Ringraziamo il dottor Colloca e dallo Spallanzani per ora è tutto.

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