Veneto, preoccupa la variante inglese del Covid

24 feb 2021

L'impennata del numero di ricoveri registrata nelle ultime 48 ore sembra rallentare, ma l'invito ai cittadini del governatore Luca Zaia era e resta lo stesso a non abbassare la guardia. A preoccupare sono le varianti del coronavirus, in particolare quella inglese che in Veneto si attesta tra il 17 e il 20% dei casi. Si trasmette più velocemente tra persone di età compresa tra i 40 e i 55 anni, spesso già gravi all'arrivo degli ospedali della regione. Sono inzialmente positivi asintomatici, sono seguiti a domicilio con il protocollo classico e arrivano dopo 5-6 giorni in ospedale con una grande desaturazione, cioè con fame di ossigeno e quindi hanno bisogno di essere ventilati da casco. In Veneto la situazione è migliore rispetto ad altre zone d'Italia, ma con la variante inglese evitare assembramenti e rispettare le regole anti contagio è più che mai fondamentale. Sul fronte del nuovo Dpcm in fase di elaborazione, il confronto tra regioni ed esecutivo inizierà giovedì mattina alle 9 con un primo incontro con il Ministro Gelmini. Un cambio di passo lo si intravede già, perché ci è stato già annunciato che lo faremo e ci confronteremo. Anche oggi è stato detto, ci confronteremo direttamente con il Governo e non avremmo il solito last minute. Speaker unico per il comitato tecnico-scientifico, eventuali nuove restrizioni validate d firmate d'intesa con il Ministro della salute e chiusure solo in presenza di Ristori puntuali, le richieste del tecnico. Però ogni attività la comunità scientifica deve esprimersi in maniera puntuale perché abbiamo una Chiesa aperta, altre attività chiuse, chiesa chiusa, altra attività aperte. Capite che così anche la logica è difficile da capire come cittadini.

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