Venezia, indagati comandante e pilota msc e 4 operatori

04 giu 2019

Danneggiamento con pericolo colposo di naufragio: il reato ipotizzato dalla Procura di Venezia nell'ambito dell'inchiesta sull'incidente navale di domenica scorsa nel canale della Giudecca è quello previsto dall'articolo 1123 del Codice di Navigazione. Sei le persone iscritte nel registro degli indagati: il comandante, il pilota della MSC Opera e altre 4 persone, operatori del porto e dei rimorchiatori. Un atto di garanzia per lo svolgimento delle perizie sui sistemi di movimento della nave per i quali è già stato disposto il sequestro con l'obiettivo di individuare le avarie responsabili della ingovernabilità della MSC. L'incidente ha inevitabilmente riacceso il dibattito sul traffico crocieristico in laguna. Il Comune di Venezia e la Regione Veneto rilanciano il Piano del Comitatone per la salvaguardia di Venezia, datato 2017. Il Piano prevede comunque l'ingresso delle navi in laguna, non più, però, dal bacino San Marco, ma da Malamocco, poi il passaggio per il canale dei Petroli, che si trova alla mia sinistra, e, infine, l'arrivo a Marghera. “Non si tratta di un progetto, ma solo di uno studio” ha però precisato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. “La questione è complessa: da una parte la necessità di salvaguardare una realtà unica e fragile come Venezia; dall'altra i soldi, tanti soldi che la crocieristica porta in città ogni anno”. “Questo terribile episodio deve essere l'occasione per prendere delle decisioni veloci. Fuori le navi da crociera dal bacino di San Marco! C'è un Piano, è condiviso, devono andare a Marghera e le più piccole giungere in marittima dopo aver girato al Marghera. E' un Piano che è condiviso da tutta la città e non vedo perché Roma non debba pensarlo nella stessa maniera”. Contrario al Piano del 2017 il Comitato “No Grandi Navi” che annuncia una grande manifestazione per sabato prossimo. “Domenica dimostra che non si può più giocare alla roulette russa con le nostre vite, con le nostra città e con nostre case. Adesso, finché non si fanno venire in mente qualche ideona, le navi devono fermarsi, devono stare fuori”.

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