Venezia, tre delle dieci acque più alte

18 nov 2019

“Stiamo ripulendo tutto. Non siamo operativi, non abbiamo telefono, non abbiamo carte di credito. Abbiamo due prese che sono andate sotto e adesso le vetrine devono asciugarsi. E' molto dura, soprattutto psicologicamente. Tre volte in una settimana credo che sia stato anni... ma non è mai stato, cioè tre volte cosi alta. Da noi entra con 1 metro e 15, per cui siamo abituati, siamo attrezzati, infatti la merce ne abbiamo portata un po' su, quasi tutto, però 1 metro e 87... Guardi, io ero qua di notte, sono stata qua tutta la notte. Siamo stati chiusi due giorni. E' un'attività piccola, abbiamo due dipendenti. Come la nostra, due giorni sono tantissimi, e gli altri giorni non è che abbiamo fatto molto”. In una sola settimana, 3 delle 10 acque più alte mai registrate dal 1872 quando sono iniziate le misurazioni dell'alta marea. Venezia riparte da qui. “E' una caldaia da buttare via. Ha preso l'acqua. Era già vecchia, però... La buttiamo via”. Riaprono le scuole, tornano regolari i collegamenti dei vaporetti. Guanti, spugne e detersivi, i commercianti sistemano scaffali e vetrine. Sulle gondole i turisti. Le istantanee di una vacanza romantica. Pensieri e stato d'animo lontani da quelli di chi li accompagna. “Abbiamo salvato le barche solo perché è venuto un nostro collega, ma per il resto...”. “Tutto quello collegato alla gondola ha avuto problemi, tipo i cantieri, gli squeri, e chi ha la barca rotta fa fatica anche ad aggiustarla”. “Purtroppo abbiamo anche delle infiltrazioni dovute a questa acqua alta e...”. “Per voi ancora non è finita”. “Un fatto dopo l'altro, non è finita no”. “Si spera che vada avanti così tutta la settimana, almeno di avere una piccola tregua. Se al limite deve venire ancora, speriamo non arrivi a quei livelli massimi come è arrivata. Il Mose è quello che ha portato via tanti soldi, se li sono intascati, queste sono le conseguenze”. “La forza dell'acqua quella notte ha letteralmente strappato le doghe basse degli osculi, ma con una forza e una violenza inaudita, e poi li abbiamo persi, andavano da quel lato lì”. “Sul muro avete fatto un segno”. “E' di norma scrivere immediatamente la tacca”. “Quando ripartire?”. “Questa sera speriamo di riaprire, ci proviamo”. “In bocca al lupo”. “Crepi il lupo”.

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