Vigilessa uccisa, ipotesi soffocamento nel sonno

26 set 2021

Stordita dalle benzodiazepine, e poi soffocata con un cuscino mentre dormiva. Sarebbe morta così Laura Ziliani, la vigilessa di 55 anni per l'omicidio della quale sono finite in cella due delle sue tre figlie, Silvia e Paola, e Mirto MIlani, fidanzato dell'una e presunto amante dell'altra. Bisognerà attendere l'interrogatorio di garanzia, fissato per martedì, però, per capire i dettagli del disegno criminale - come lo definisce la GIP - messo in piedi dal trio che avrebbe premeditato l'omicidio inscenando la scomparsa della donna lo scorso 8 maggio nel bresciano e il cui cadavere è stato trovato tre mesi dopo nei boschi della Val d'Avio. Resta da capire anche dove il cadavere, non sottoposto ad agenti atmosferici, scrive la GIP nelle 38 pagine di ordinanza di custodia cautelare, sia stato custodito fino al giorno del ritrovamento. Sul movente economico invece non hanno dubbi gli inquirenti, che parlano di un chiaro interesse dei tre a sostituirsi alla donna nell'amministrazione di un vasto patrimonio immobiliare. Laura Ziliani scompare e muore il giorno della festa della mamma. Nel frigo dell'abitazione di via Ballardini per giorni resterà una torta per l'occasione, che verrà mostrata dopo la scomparsa a chi andrà a trovare le figlie. I genitori di Mirto Milani, racconterà poi agli investigatori una vicina, "da subito si sono accasati nella casa di Laura, penso addirittura abbiano dormito sempre nella sua camera, continaundo a fare pulizie di continuo, soprattutto nel sottotetto". Poi i cellulari dei tre presunti assassini, consegnati solo due mesi dopo agli inquirenti e resettati alle impostazioni di fabbrica. Il 31 maggio alle 15.58 Milani parla al telefono con un amico e tenta un altro depistaggio: "io ci sto pensando ultimamente, magari ha dirottato dei soldi nel corso del tempo su un altro conto e adesso si sta facendo la bella vita da qualche parte", dice. Tutte illazioni smentite dalle indagini. Resta ora la terza figlia, Lucia, 25 anni e una lieve disabilità, estranea ai fatti e rimasta sola, come la nonna e mamma di Laura che da subito disse agli investigatori: "io continuo a non credere che mia figlia si sia smarrita nel bosco, continuo ad avere il dubbio che nemmeno sia mai uscita dalla sua abitazione la mattina dell'8 maggio, è il mio cuore di mamma che me lo dice".

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