Vino senza alcol, da produttori italiani no a proposta Ue

08 mag 2021

"Il vino è una storia, è cultura, è territorio. Quindi deve essere immacolato, nessuno può metterci le mani, assolutamente". I grandi vini italiani allungati con acqua. Per i produttori veneti quasi un sacrilegio. Eppure in Europa qualcuno ci starebbe pensando. La nuova PAC, la politica agricola comune, che entrerà in vigore da gennaio 2023 ha aperto la possibilità di produrre vino DOP e IGP parzialmente senza alcol. Il 25 e il 26 maggio prossimi si terrà un nuovo incontro tra i negoziatori, nel frattempo il mondo del vino è andato in subbuglio. "É una cosa assolutamente intollerabile perché va contro ogni buona regola diciamo seria di chi fa questo mestiere qua". La proposta non fa alcun riferimento alla possibilità di aggiungere acqua per abbassare la gradazione dei vini, ha precisato la Commissione Europea. In ogni caso, dicono i produttori italiani, il vino da tavola de-alcolato con o senza acqua, può essere chiamato vino. E i vini DOP e IGP devono mantenere la gradazione prevista. "Credo che sarà la rivolta di tutti i produttori italiani, francesi, spagnoli, dove c'è la tradizione del vino". Alcuni paesi europei hanno però visto nella nuova proposta la possibilità di conquistare i mercati delle aree del mondo in cui è vietato consumare alcol, ad esempio per motivi religiosi. "Esiste già chi vuole fare qualcosa di diverso, si fanno delle bevande a base di vino, con degli aromi. Quelli esistono già ma non tocchiamo il vino. Il vino ha l'alcol, il vino è prodotto nella natura, prodotto dall'uva". Coldiretti Veneto parla dell' ennesimo attacco all'eccellenze dell'agroalimentare italiano. "Questa scelta, che io appunto mi auguro venga assolutamente abortita, va in questa tendenza. L'Italia subisce le aggressioni di tante multinazionali che vedono nel Made in Italy una grande opportunità e se possono la boicottano".

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