Virus, a Lodi la prima piattaforma a supporto dei mmg

16 nov 2020

Pronto, signora salve, sono matteo Geri, medico dalla sala e della Prefettura del progetto Lodi. Una squadra di medici reclutati dalla continuità assistenziale per supportare la medicina sul territorio, quindi, di riflesso, ridurre anche gli accessi al pronto soccorso. Con questo obiettivo a Lodi nasce la prima piattaforma medica di sostegno al lavoro dei medici di famiglia, un supporto telefonico di assistenza sanitaria alla cittadinanza di una delle zone che erano state più colpite dalla prima ondata, allestito presso la sala operativa di protezione civile e della prefettura di Lodi. Fa si che il paziente possa avere una banale risposta dal medico e ancora di più una chiamata dal medico nel caso in cui gli suggerisce di misurarsi la febbre, è un sistema che ci porta ad un obiettivo mitico, far sì che si vada il meno possibile al pronto soccorso. Come funziona il servizio lo dimostra con una chiamata al numero 116, 117. Il direttore generale della Areu 118 della Lombardia, Alberto Zoli, che si cala nei panni di un paziente. Per il progetto che avrà una durata sperimentale di un mese sono stati reclutati per il momento 21 medici della continuità assistenziale che risponderanno dalle 8:00 alle 20:00 alle telefonate dei pazienti di Lodi per dare un supporto, per indirizzarli, anche solo per rassicurare. Un progetto che presto potrebbe essere esteso ad altre province, Ho condiviso da subito con il ministro Lamorgese che è rimasta molto entusiasta di queste iniziative, le sale operative della Prefettura potrebbero essere utilizzate per questa pandemia, ma devono essere sempre utilizzati per corrispondere alle esigenze dei cittadini.

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