Virus, dir. Spallanzani: fase 2 compromesso scienza politica

15 apr 2020

Una progressiva apertura sarà parte di un programma. Intanto l'Europa ha iniziato, alcuni paesi hanno iniziato timide aperture. Quando uno dice: ha aperto l'Austria, ha aperto la Danimarca, ha aperto la Repubblica Ceca, bisogna considerare gli stili di vita, le interrelazioni tra le persone, la densità abitativa dei luoghi, le attività che sono state riaperte. La politica e la scienza debbono trovare un compromesso, e questo è quello che si sta facendo: cercare di far sì che si ottenga la migliore prospettiva economica col minor rischio per la popolazione. Perché per evitare di andare incontro a un'onda di ritorno che potrebbe essere grave almeno quanto la prima, se non peggiore. Ripeto: non cantiamo vittoria. Intanto perché man mano che conosciamo questa malattia stiamo capendo chi è opportuno portare in terapia intensiva, secondo: capiamo come gestire il rilascio quanto prima possibile dalle terapie intensive, in un momento in cui noi non abbiamo farmaci di provata efficacia. Il modello che è stato adottato con il Cura Italia di avere una centralizzazione, un ruolo specifico dell'Agenzia Nazionale del Farmaco ci deve indurre piuttosto che a tanti studi spontanei, ad un modello centralizzato di studi a multi braccia che raccolgono un numero sufficiente di pazienti. Perché i numeri piccoli di pazienti soddisfano solo chi propone lo studio, non contribuiscono alla scienza perché i risultati non sono significativi. Cantare vittoria troppo presto che si è trovato una medicina si rischia poi di essere smentiti dai fatti. Per ora nessuno degli interventi terapeutici messi in atto si è dimostrato di provata efficacia. C'è anche chi propone eparina vecchia di molti secoli, quando abbiamo palline più moderne. Sono tanti profeti. Io spero ogni volta che parlo davanti a una telecamera di sbagliare il meno possibile. Il valore della vita, il valore di evitare di infettare gli altri, di evitare nuove catene di trasmissione è l'unico sistema che noi abbiamo per fermare l'epidemia. Questa epidemia si sta gestendo con gli stessi metodi del Medioevo: il distanziamento sociale. Se non capiamo questo non andremo da nessuna parte. Ci abitueremo a tutto, pur di avere un po' di libertà più accetteremo anche di essere controllati e accetteremmo di dover portare mascherine, perché le mascherine sono sicuramente un sistema che, senza prova di efficacia in ogni caso ha un'esperienza storica. E anche le mascherine di tela rilavabili che uno può mettere nella lavatrice di casa probabilmente potranno essere utili. È di poco fa la notizia che la Commissione Europea sta valutando l'ipotesi di lasciare a casa gli anziani fino a dicembre. Noi se facciamo una una scelta di questo tipo abbiamo bisogno di dati. Attualmente abbiamo i dati del cut off dei morti, vediamo che cosa significa prima di lanciarla. Quando si lanciano troppi messaggi significa che non ci sono messaggi veri. Cerchiamo di trovare una soluzione. Il messaggio che lancia oggi? Prudenza e voce alla scienza.

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