Virus, in corso sperimentazioni su altri due farmaci

24 mar 2020

Professor Magrini facciamo… Proviamo a fare un punto sui farmaci per i quali l'Aifa ha autorizzato la sperimentazione fino a questo momento. Fino a questo momento, già da qualche giorno abbiamo approvato due programmi di studio per due diversi tipi di farmaci. Ovvero i primi approvati sono stati due protocolli di studio e anche un uso compassionevole per Remdevisir che è un antivirale diretto per il quale ci sono alcune evidenze di una capacità di accelerare la guarigione dalla malattia e due studi sono in corso. Sono in corso anche in altri Paesi. Sono due studi approvati dalla Fda americana e sono in corso anche in Germania e Spagna per l'Europa e Stati Uniti e Cina. L’altro studio importante di cui hanno parlato molto i giornali, approvato due giorni fa, è in corso di reclutamento e consegna nel farmaco, è Tocilizumab, questo farmaco per l’artrite reumatoide che è un farmaco che potrebbe essere in grado di ridurre la componente infiammatoria e stiamo cercando di capire quanto e come e che entità di effetto ha. E questo viene usato prevalentemente in Italia, al momento. La sperimentazione viene fatta prevalentemente in Italia, in tutto il Paese. Questa sperimentazione ha avuto un'adesione ampia e molto rapida, da tutti i centri italiani, altri Paesi stanno iniziando a considerarlo, credo però che in questo momento sia l’unico studio avviato. Abbiamo in corso anche, in fase avanzata di valutazione, altri due protocolli che dovrebbero essere licenziati oggi, che sono alla valutazione del Comitato Etico Nazionale Unico che è lo Spallanzani e sono, di nuovo, due studi sperimentali che confrontano altri farmaci della componente infiammatoria monocorpi e anticorpi monoclonali che dovrebbero partire presto ed essere anche in grado di fornire rapidamente alcuni risulti. Questa è interessante ed è una notizia, dunque, potrebbero partire a breve altri due protocolli sperimentali. Sì, altri due protocolli la CTS li ha valutati, sono al Comitato Etico dello Spallanzani. Confidiamo che entro oggi siano approvati con grande rapidità, e che domani siano quindi disponibili sul sito e possano partire in Italia. Ma questo farmaco di cui tanto si parla negli ultimi giorni, l’Avigan non fa parte, non è uno di questi due di cui, insomma, dovrebbe partire a breve la sperimentazione, giusto? No, assolutamente no. Avigan che è un nome commerciale per Favipiravir che è un altro antivirale approvato solo in Giappone come anti influenzale, è in corso di valutazione non solo il disegno di studio, ma anche la disponibilità del farmaco. Il farmaco, infatti, non è disponibile né in Europa, né negli Stati Uniti. Stiamo verificando le procedure non solo di importazione ma anche i quantitativi disponibili. E una volta compreso questo, già nella giornata di domani, saremo in grado di disegnare uno studio ad hoc di tipo sperimentale, in grado di fornire una risposta sul possibile effetto del farmaco. Quindi potrebbe essere autorizzato un protocollo con l’Avigan, uso il nome commerciale naturalmente, soltanto nel momento in cui avremo la disponibilità, ovviamente, del farmaco. Esattamente, dopodiché sarà - come dire? - disegnato, approvato e valutato e c'è un crescente interesse a ragionare su un protocollo unico nazionale, visto il numero di studi che vanno comparendo - diciamo così - tra le nostre richieste. Le candidature cominciano ad essere molte, e penso che abbia senso ragionare che non ci deve essere solo una logica razionale di uno studio dopo l'altro, ma possa esserci anche uno studio unico complessivo che potrebbe risolvere molti problemi, come peraltro raccomandato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Naturalmente al momento è presto per fare dei bilanci, diciamo, comunque vantare l'esistenza o meno di evidenze, di risultati. Non si può, nemmeno così vagamente, capire se in qualche modo quelli già avviati, cioè Remdesivir e il farmaco per l’artrite reumatoide stanno dando dei risultati, abbiamo dei dati? No, non abbiamo nessun dato, gli studi sono stati condotti con grandissima rapidità. Io confido che, in particolare in, diciamo tre settimane, forse qualcosa… qualche giorno in meno, si possa avere qualche dato. Però è un tempo brevissimo e contiamo di averlo presto.

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