Virus, la pandemia rilancia le botteghe di quartiere

09 mar 2021

La pandemia, inevitabilmente, ha cambiato le abitudini in ogni ambito. Perfino la spesa è cambiata, soprattutto durante il lockdown. Il negozio di quartiere, la bottega storica sotto casa, sono diventati punti di riferimento di molti. Complice anche la paura del grande supermercato spesso pieno o con lunghe file e nel periodo peggiore anche con liste d'attesa molto lunghe per la consegna. Mediamente ci sono state delle crescite nei negozi di vicinato attorno al 30,40% del fatturato. I negozi sotto casa non sono poi così sconvenienti, sono una fonte anche di ricchezza per quello che riguarda i rapporti umani. Il cambiamento è stato molto evidente in questo mercato ci raccontano. Ho avuto un incremento dell'afflusso, un incremento anche dello scontrino medio. Il pubblico consumatore ci ha riscoperti, in molti casi addirittura ci ha scoperti. C'è un doppio fronte: da una parte i nuovi clienti conquistati, dall'altra la perdita del mondo della ristorazione dal loro servito. L'organizzazione è stata fondamentale e il supporto della tecnologia, con ordini online per esempio, ha aiutato molto. Garantivamo la spesa completa al consumatore. Quindi il consumatore telefonava in panetteria, chiedeva però pane, frutta e latte. Rider di professione, formati con corsi specifici e una grande attenzione al prodotto, fanno sì che i nuovi clienti rimangano tali anche con l'attenzione al singolo. È chiaro che per noi da sempre il cliente è una persona che ha un nome, un cognome, una famiglia.

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