Virus, la storia di una famiglia isolata in stanze diverse

24 nov 2020

Veramente l'incertezza aumentava, però di fatto abbiamo detto ormai siamo smistati così, stiamo fermi, a bocce ferme e vediamo in base ai sintomi come ci si organizzare fino al prossimo tampone. Papà Federico, mamma Susanna e i 5 figli, tutti maschi tra i 19 e 27 anni. La famiglia Silvestri di Terrassa, in provincia di Padova, oggi sta bene e tra pochi giorni potrà tornare alla vita di sempre. Ma nelle scorse settimane, chi prima e chi dopo, tutti sono risultati positivi al coronavirus e per oltre 20 giorni hanno vissuto isolati nella stessa casa, ma in stanze diverse, comunicano tra loro solo al telefono. Stefano per 3 settimane cosa hai fatto in quella piccola stanza tutto il giorno? Allora la prima settimana facevo le lavatrici, perché stavo bene, dopodiché ho cominciato ad ammalarmi solamente che con la febbre alta, la tosse, male alle ossa, non riuscivo ad alzarmi, l'unico momento per cui mi alzavo era per andare in bagno. Ad occuparsi di tutto i primi giorni il giovane Nicola, l'ultimo ad aver contratto il virus. Sono stato l'unico a essere stato da solo, nel senso che io dovevo appunto gestire tutti, per accontentare tutti cercavo insomma di farmi aiutare magari dalla mia ragazza per le ricette, quindi mi videochiamavo anche con la mia ragazza. Ad aiutare la numerosa famiglia, la nonna Lina di 89 anni. Un giorno ci ha chiamati e ha detto siamo così vicini, ma allo stesso tempo così lontani ed è stata un'esperienza, secondo me, molto significativa anche per lei e siamo tutti negativi, per cui possiamo solo finalmente trasmetterci non un virus ma un abbraccio.

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