Virus, mappa contagi-zero regione per regione

20 apr 2020

Una mappa virtuale che tiene conto dei provvedimenti di lockdown introdotti dai DPCM, proiezioni che risulterebbero non più verosimili se già da ora eventuali misure di allentamento dovessero consentire alle attività di riaprire e alle persone di circolare liberamente. In base ai dati messi a disposizione dalla Protezione Civile, dal 24 febbraio al 17 aprile scorsi, l'Osservatorio nazionale sulla salute, nelle Regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi, ha calcolato dove, quando e in che ordine si arriverà ad un azzeramento dei contagi da Coronavirus del nostro Paese. Una sorta di tabella nella quale si indica una data minima di assenza di nuovi casi, prima della quale è poco verosimile attendersi l'azzeramento della curva. Uno scenario ipotizzato dagli esperti per dare un supporto e un indirizzo alle importanti decisioni che la politica prenderà nei prossimi giorni. Le prime due Regioni ad uscirne dovrebbero essere l'Umbria e la Basilicata, che potrebbero registrare zero nuovi contagi già dalle prossime ore, le ultime due Marche e Lombardia, dove l'epidemia si è diffusa prima e più velocemente e dove il trend in calo è particolarmente lento. Da quelle parti, l'azzeramento dei contagi non si avrà prima del 27 o 28 giugno. Il Sud Italia comincerà a vedere la luce, forse, tra la fine di questo mese e l'inizio del prossimo. La Sardegna il 29 aprile, la Sicilia il 30, la Calabria il primo maggio, la Puglia il 7 e la Campania il 9 maggio. Non prima del 12 la Regione Lazio. Valle d'Aosta e Liguria dovrebbero arrivare a zero contagi fra il 13 e il 14 maggio, il 19 dovrebbe toccare al Friuli Venezia Giulia, il 21 maggio a Piemonte e Veneto, il 29 all'Emilia Romagna, il 30 maggio la Toscana. La Provincia autonoma di Bolzano dovrebbe avvicinarsi all'azzeramento dei contagi intorno al 28 maggio, malgrado il numero sia basso in valore assoluto, ma molto lento a scendere. Ed è proprio in virtù di tutti questi numeri che l'Osservatorio sulla salute suggerisce di passare alla cosiddetta fase due in maniera graduale e con tempi diversi da Regione a Regione. Uno stop anticipato del lockdown, con molta probabilità, riporterebbe indietro le lancette della pandemia e vanificherebbe gli sforzi e i sacrifici fatti sin qui.

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