Virus, pm Bergamo sentiranno Conte, Speranza e Lamorgese

11 giu 2020

Alzano lombardo e Nembro, la zona rossa mai istituita, la riapertura del Pronto Soccorso nei primi giorni dell'emergenza, ma anche i decessi nelle RSA. La gestione della pandemia in Lombardia sono i temi sul tavolo del PM di Bergamo che hanno già sentito, come persone informate sui fatti, il Presidente della Regione, Fontana, l'Assessore al Welfare, Gallera, e il Presidente degli industriali lombardi, Bonometti. È il 23 febbraio quando vengono diagnosticati i primi casi Covid ad Alzano, il Pronto Soccorso del nosocomio resta chiuso per poche ore, poi viene riaperto. Quattro giorni dopo, il 27 febbraio, la Regione guarda con attenzione alla zona di Alzano lombardo, dice Gallera, che poi – assicura – non c'è nessuna ipotesi di introdurre nuove zone rosse. Intanto, la Regione chiede un parere all'Istituto Superiore di Sanità e il Comitato Scientifico dice sì alla chiusura, un sì ribadito anche dal Presidente dell'Istituto Brusaferro. La Regione ha dato l'assenso, ma ora il Governo deve fare le sue valutazioni, sostiene Gallera il 5 marzo. Il 9 marzo, con un decreto, Palazzo Chigi decide la chiusura di tutta la Lombardia e di 14 Province. Intanto, i contagi aumentano e i decessi sono centinaia al giorno. A Bergamo arriva l'Esercito per portare via le salme. Divampa la polemica politica, e non solo, sulla mancata istituzione della zona rossa nella Media Val Seriana. Ai Sindaci che chiedono spiegazioni, il 2 aprile, Fontana risponde di aver chiesto invano al Governo. Non abbiamo impedito di farlo, puntualizza Conte, lo hanno fatto altri Governatori. A Bonometti i magistrati chiedono anche conto delle sue dichiarazioni contrarie alla chiusura dell'area, saranno i PM che, nelle prossime ore, sentiranno come persone informate sui fatti, il Premier Conte, il Ministro dell'Interno, Lamorgese, e quello della Salute, Speranza. A fare chiarezza su quanto accaduto, gli inquirenti, ai quali si sono rivolti anche parenti delle vittime del Covid, che hanno presentato 50 delle 200 denunce preparate finora, sono i figli, i nipoti, i mariti e le mogli di chi non ce l'ha fatta. Storie che hanno raccontato dettagliatamente nelle denunce, corredate di referti medici. Non vogliamo risarcimenti, dicono, ma la verità.

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