Virus, Rezza e Brusaferro: contagio corre, frenarlo subito

05 nov 2020

I dati più recenti del monitoraggio aggregato mancano ancora, arriveranno nelle prossime ore. Ma questo non delegittima l'ultima stretta fatta dal governo, perché la situazione è grave, come dimostra l'ultimo bollettino quotidiano. Insomma non si può perdere tempo e ci si muove in base a un sistema di 21 indicatori, complesso sì, ma attivo ormai dall'inizio di maggio e pienamente condiviso con le regioni. È questo il senso della lunga conferenza stampa dei vertici dell'Istituto superiore di Sanità del Ministero della Salute. Mi sembra che globalmente ancora il virus corre e quindi frenarlo è necessario. Riguarda la suddivisione in zone delle regioni, Rezza e Brusaferro spiegano che sono molti gli indicatori rilevanti e vanno considerati assieme. La Campania è gialla, per esempio, anche se il numero dei casi è alto perché la trasmissione è molto aumentata nelle scorse settimane, si è stabilizzata, spiega Rezza, grazie alla recente stretta locale. In Calabria, al contrario, è scattata la zona rossa, perché c'è un RT che fa prevedere a breve un aumento dei casi e un'occupazione delle terapie intensive superiore al 50%. Scenario che nel giro di due settimane potrebbe rientrare, aggiunge Rezza, più in generale il fatto che le strette non si basino su dati freschissimi non sembra decisivo in questo contesto. Che devo invertire più precocemente possibile il trend, sapendo che come un treno, non si ferma istantaneamente. Quando blocco un treno ci mette n km, no? O n centinaia di metri perché il treno si fermi. E se in alcune zone in particolare sofferenza come Milano l'Ats dà indicazione di non fare più test a chi ha avuto un contatto con un positivo ma è asintomatico, Rosaferro risponde: "in generale non si rinuncia, ma possono esserci fasi difficili due tre settimane in cui si punta sulle restrizioni per poi tornare a una dimensione gestibile".

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