Virus, ricoveri in aumento, riconvertiti reparti

10 dic 2021

Nel reparto di malattie infettive dell'ospedale Niguarda di Milano da questa mattina medici e infermieri cercano di tirare le somme. Ma tra dimissioni, poche, e ricoveri, più del previsto, bisogna aprire un terzo reparto Covid. Si torna a riconvertire. "Questo comporta che il dirottamento, c'è un dirottamento degli ospedali, da quella che all'attività elettiva. Ovviamente le urgenze nessuno le tocca, quelle che sono le attività elettive programmate vengono in qualche modo a essere ridotte ed eravamo in un momento in cui cercavamo di recuperare tutto l'arretrato aumentando del 5% procedure ed interventi chirurgici. Ora bisogna vedere se questo incremento sarà compatibile con la situazione attuale." "Il dispiacere quando vediamo paziente arrivare, di 30-40 anni, in gravi condizioni respiratorie e quindi magari il ricovero risulta anche più difficoltoso e più lungo e difficile anche per loro." "Sono vaccinati?" "La maggior parte no." La maggior parte dei pazienti ricoverati non è vaccinata, così come nella terapia intensiva. 70 senza copertura contro 30 con due dosi. Anziani e fragili con più patologie hanno fatto la seconda dose tra marzo e aprile scorsi. La prima domanda che facciamo al direttore della terapia intensiva del Niguarda è chi necessita di cure intensive nonostante le due dosi di vaccino, quelli che invece non sono vaccinati arrivano tardi. "I pazienti non vaccinati tendono a presentarsi al nostro al pronto soccorso tardivamente, nel senso che dopo tanti giorni che sono rimasti a casa già respirando male. Quando arrivano in genere devono essere subito aiutati a respirare e quelli che vanno peggio di questi vengono intubati e poi arrivano alle terapie intensive.

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