Virus, ripresa e traffico aereo

30 apr 2020

Igienizzare di continuo vaschette portaoggetti e banchi per il check-in. Ricambiare l'aria 6 volte all'ora, come già accade all'Aeroporto di Malpensa, non basterà. Neppure distanziare i passeggeri sarà sufficiente per la fase tre, ossia il ritorno alla normalità, a come si volava prima del Coronavirus, per marzo prossimo, secondo i dirigenti, mentre progressivamente i controlli cambieranno. I controlli, che saranno orientati essenzialmente alla misurazione della temperatura e alla valutazione del quadro clinico del passeggero, come un'intervista, non più tanto orientata all'aspetto security, ma più all'aspetto sanitario. La novità, per la fase tre, potrebbe essere una sorta di passaporto sanitario. Le autorità stanno valutando ciò che il mercato offre in materia di test rapidi, le compagnie non possono permettersi il distanziamento in volo, costerebbe troppo. Si sta lavorando, da un lato, nell'attesa che arrivi questa cosiddetta patente di immunità, di ragionare nei test sierologici brevi, diciamo, il prelievo della goccia di sangue che viene analizzata in pochi minuti, che dà la certezza della negatività al momento del passeggero. Se si dovesse riuscire a immaginare un meccanismo diciamo di pre-triage, che consenta, prima di entrare in aerostazione, lo screening dei passeggeri attraverso questi strumenti, certamente all'interno, le attività sarebbero con maggior facilità gestite. Se la negatività dovesse avere una durata nel tempo, è chiaro che l'attestazione della negatività, dovrà essere fornita al momento dell'acquisto del biglietto. Al contrario, se la durata è molto più breve, nel tempo, bisognerà immaginare un percorso che veda la verifica prima di entrare in aeroporto. Il settore è in crisi profonda, le attività commerciali negli aeroporti, congelate. Su dati già consuntivati, abbiamo perso 11 milioni e mezzo di passeggeri nel solo mese di marzo, l'intero movimento passeggeri del 2019 è stato di 193 milioni e stimiamo una perdita, nell'ambito del volume di passeggeri, quest'anno, di circa 120 milioni. L'ipotesi è di riuscire a movimentare circa 80 milioni di passeggeri. Questo cagionerà una perdita sui fatturati delle società di gestione aeroportuale di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro, rapportato all'Europa, sudati, fornitrici da IC Europe, come previsione, parliamo di una perdita dai 23 ai 29 miliardi euro. Al Terminal 2 dell'aeroporto milanese, l'unico scalo aperto in città, la fase due è già iniziata, ma i voli sono ridotti del 99 per cento, tra autocertificazioni per urgenze di lavoro e cittadini che rientrano in patria. È tutto pronto per ricominciare, con ottimismo si spera in un calo del contagio per le vacanze estive. È molto probabile che ci saranno voli operati da aeromobili non troppo grossi tra le grandi capitali europee, da lì ripartirà il traffico. In questo scenario intraeuropeo, si innesteranno anche dei voli a lungo raggio, probabilmente, dal Medio Oriente. Quello che speriamo è proprio che verso fine anno, con l'autunno e l'inverno, ci sia una ripresa anche nei voli a lungo raggio.

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