Virus, siamo noi a infettare i nostri animali di casa

08 mar 2021

Nella prima fase della pandemia, quando ancora non sapevamo contro cosa stavamo combattendo, tutto sembrava un pericolo. Diverse le teorie strambe che abbiamo sentito, i metodi assurdi per preservarsi, sotto la lente è finito di tutto, anche gli animali di casa. Dopo una corsa al cagnolino sotto il lockdown gli abbandoni sono cresciuti per paura che cani e gatti potessero trasmetterci il virus, proprio da qui e proprio per sfatare leggende sul nascere è nata alla ricerca covid in pet della statale. Una certa percentuale, soprattutto se si tratta di cani e gatti di proprietà di padroni positivi al coronavirus, presentavano gli anticorpi, c'è una piccola finestra di tempo in cui il contatto con il proprietario positivo espone l'animale al virus, tant' è che alcuni animali producono anticorpi, quello che sembra di poter dire è che questa infezione è veramente transitoria, dura pochi giorni. Dunque non sono cani e gatti ad infettare noi, ma al contrario. Condividiamo gli stessi spazi, passiamo buona parte del tempo insieme e rispetto ai numeri delle persone contagiate e malate, gli animali hanno registrato pochissimi casi, lo studio che abbiamo analizzato contiene altri due quesiti importanti, perché gli animali non sviluppano la malattia, cosa che potrebbe aprire a importanti scenari futuri. E un altro dato, il virus rimane sull'animale e di conseguenza potrebbe essere un veicolo? Abbiamo prelevato campioni e tamponi sulla cute, sulle zampe, perché volevamo verificare se, al di là dell'infettarsi possa fare proprio come se fosse un soprammobile, una maniglia, qualcosa di inanimato che porta in giro il virus, ma anche in quel caso abbiamo trovato tutti i tamponi cutanei e sulle zampe di animali appartenenti a proprietari positivi e li abbiamo trovati tutti negativi.

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