Virus, studio Ieo: anticorpi dimezzati dopo un mese

11 nov 2020

Mentre si guarda con sempre più fiducia alla possibilità di avere presto un vaccino, nel pieno della seconda ondata di sars-cov-2 si continua a studiare l'andamento degli anticorpi prodotti da chi ha contratto il virus. Tra gli studi più autorevoli, quello pilota dell'Istituto Europeo di Oncologia, pubblicato di recente sul Journal of Clinical Medicine seguito su 1500 volontari e che ha messo in evidenza come nei pazienti poco sintomatici il livello di anticorpi prodotti dal sistema immunitario per combattere il virus si dimezza entro un mese dalla guarigione. Questo aspetto è importante soprattutto perché serviva comprendere se in soggetti asintomatici o scarsamente sintomatici il test seriologico era sufficiente per poter conferire una sorta di patente di immunità. In realtà questo non sembra. Cosa significa rispetto alla prospettiva di avere un vaccino? Insieme al vaccino, però, occorrerà anche continuare a sviluppare delle terapie perché rimarrà comunque una quota di persone scoperte alla vaccinazione, magari questo per scelta individuale, oppure persone che, nonostante la vaccinazione, potranno presentare una malattia. Una progressiva diminuzione degli anticorpi nel tempo, però, potrebbe non significare necessariamente ammalarsi una seconda volta. Il tipo anticorpale esprime una certa forma di resistenza al virus, ma poi se tutta un'attività di tipo immunitario cellulo-mediata, cioè una specie di memoria, che potrebbe far sì che il soggetto ancorché reinfettato non sviluppi malattie. La buona notizia arriva dallo studio degli anticorpi nei pazienti oncologici che hanno contratto il virus, che dimostra come la risposta immunitaria tra persone sane e affette da cancro si identica. Questo è un risultato molto interessante che non era così noto in precedenza e che ci consente di continuare le cure, sapendo che abbiamo di fronte un paziente affetto da tumore ma che non ha un'alterazione del suo sistema immunitario indotta dal virus.

pubblicità