Soldi e promesse di agevolazioni e favori alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo in cambio di sostegno elettorale. Un cliché che continua a ripetersi, praticamente ad ogni tornata elettorale, nell'entroterra siciliano. Stavolta a finire in manette un boss e un consigliere comunale di Petrosino, un piccolo centro in provincia di Trapani. Il provvedimento è stato notificato a Michele Buffa, il politico al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari e a Marco Buffa, già coinvolto in inchieste di mafia e che invece è finito in carcere. A coordinare le indagini dei Carabinieri del Comando provinciale di Trapani, il procuratore della DDA di Palermo Maurizio De Lucia e il suo aggiunto Paolo Guido, gli stessi che hanno condotto le indagini sull'arresto del boss Matteo Messina Denaro e adesso, dando la caccia ai suoi fiancheggiatori. L'inchiesta che ha portato all'arresto di Michele e Marco Buffa, prende il via proprio da un'indagine sui favoreggiatori dell'ex primula rossa di Castelvetrano e che a settembre scorso terminò con un blitz che ha visto finire in carcere 35 persone, che tra l'altro si incontravano all'interno del bar che distava poche decine di metri dall'ultimo covo del boss a Campobello di Mazara. Ricostruendo i contatti degli arrestati, gli inquirenti hanno scoperto il patto politico-mafioso tra i due, che adesso sono finiti in manette.























