Whirlpool chiude Napoli. Operai: restiamo in fabbrica

31 ott 2020

Anche se in Italia a causa della pandemia i licenziamenti sono bloccati, c'è una multinazionale che chiude e va via, è la Whirpool, che chiude i cancelli dello stabilimento di Napoli e sbarra il futuro in quella fabbrica per circa 350 operai più l'indotto. Ma per i lavoratori non è l'ultimo atto perché c'è voglia, ma soprattutto bisogno di lavoro e prospettive. Riuniti in assemblea permanente, hanno passato e passeranno giorni e notti in fabbrica. Hanno saputo della fine dell'attività con un sms. Credo che tutti si aspettassero un esito diverso, perché le promesse sono state tante i fatti sono state irrilevanti in realtà. Noi saremo sicuramente qua a presidiare insomma notte giorno e fino a quando non si troverà una soluzione noi da qui non ci muoviamo. All'esterno sappiamo che non c'è niente. Sono 30 anni che facciamo quasi tutti quanti questo lavoro, questo sappiamo fare ovviamente. All'Assemblea di fabbrica arriva anche il sindaco De Magistris. Non è bella l'immagine che una multinazionale che firma un accordo che poi non rispetta vale più del Governo. C'è un piano B concreto, quello che il Governo in primis, ma anche la Regione, la città metropolitana, acquisiscano la proprietà dell'azienda, facciano diventare, in linea anche con la nostra Costituzione i lavoratori protagonisti dell'azienda e si apre una stagione nuova. Si era partiti da un accordo firmato fra azienda e governo nel 2018, che prevedeva investimenti sul sito di Napoli, accordo poi disatteso con l'annuncio della non sostenibilità dello stabilimento. Sono passati 18 mesi, due governi, tantissime manifestazioni, il coinvolgimento di Invitalia, incentivi, qualche piccola vittoria, come lo spostamento in avanti della chiusura, ma l'implacabile doccia fredda è arrivata comunque. Il 5 novembre sarà sciopero generale. Noi presidieremo con un'assemblea permanente e 24 ore su 24. rimarremo nel sito per non farlo spegnere perché continuiamo a pensare che qui c'è il nostro futuro e da qui si deve ripartire.

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