Whirlpool, rabbia operai: "Governo dica con chi sta"

30 gen 2020

Vertenza in un pericoloso imbuto. Tensione alle stelle. Parliamo di Whirpool, all'indomani del nuovo annuncio della multinazionale. a Napoli si chiude il 31 Ottobre. E mentre il Governo prova a muoversi con Invitalia, nei margini strettissimi della ricerca di un investitore, l'assemblea nello stabilimento è infuocata. Per le richieste dei sindacati, cioè rispettare l'accordo poi stracciato che prevedeva, tra le altre cose, un rilancio del sito napoletano, e per il nervosismo che c'è stato anche nei confronti dei sindacati subito il nuovo annuncio. Si sta disimpegnando dall'Italia, perché altrimenti avrebbe investito negli altri stabilimenti e invece, ancora ad oggi, Whirpool si appresta a marzo a chiedere altri ammortizzatori sociali, per altri stabilimenti che non sono Napoli. Io penso che il legame di fiducia con i lavoratori di Napoli non sia rotto, altrimenti oggi noi avremmo potuto fare questa assemblea e prendere insieme decisioni. La cosa importante è che il vero nemico è l'azienda che ha deciso di chiudere Napoli inspiegabilmente, e c'è una persona nel Ministro, ma nel Governo, che ci deve dire se sta con noi, se sta con l'azienda, o se vuole fare l'osservatore solamente e non può farlo. Perché quando giurano sulla Costituzione, giurano di difendere gli interessi degli italiani e non delle aziende. 16 ore di sciopero, otto in ogni stabilimento del gruppo e otto in occasione di uno sciopero unitario nazionale che si terrà nelle prossime settimane. Intanto monta la rabbia dei lavoratori. Difendiamo il nostro lavoro. Difendiamo un principio enorme. Difendiamo il nostro Paese. Quindi noi chiediamo anche l'aiuto di chiunque. Chiunque può venire per noi per strada a darci una mano. Siamo stanchi, siamo stanchi ma ce la facciamo. Siamo napoletani. È con l’azienda e col Governo che noi adesso siamo arrabbiati.

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