Willy, in aula gli imputati si rimpallano le responsabilità

18 nov 2021

Nell'aula A del tribunale di Frosinone arrivano i fratelli Bianchi e Mario Pincarelli assieme a Francesco Belleggia, per la prima volta si trovano nella stessa stanza, con la madre e la sorella di Willy Monteiro Duarte. "Nessuna dichiarazione mi spiace veramente." Il primo ad essere sentito dalla Corte d'Assise è Marco Bianchi, 24 anni, di se dice sono un ragazzo semplice lavoro, casa, amici e palestra. Del suo atteggiamento spavaldo, da lottatore con la reputazione del violento, non c'è più nulla. Racconta Ho spinto Willy per caso, non lo conoscevo, a colpirlo con calci e pugni fino ad ucciderlo, secondo lui, sarebbero stati Belleggia e Pincarelli. SI rivolge poi alla famiglia di Willy, se fossi stato io mi assumerei la responsabilità non ho paura di pagare, ma la verità è un'altra, ci hanno fatti passare per mostri. Poi è la volta di suo fratello maggiore Gabriele, che secondo l'accusa, avrebbe dato il calcio fatale per Willy. Esordisce sicuro di se aspetto questo momento da un anno e due mesi, non vedo l'ora di rispondere a tutte le vostre domande, poi guarda in faccia Belleggia e lo accusa della morte del ventunenne ivoriano. Se non hai il coraggio di dire la verità dice racconto io. La sua verità Francesco Belleggia la racconta poi, nell'aggressione di Willy lui dice non ha alcun ruolo hanno fatto tutto i fratelli Bianchi; ultimo parlare è Mario Pincarelli che rilascia una dichiarazione spontanea nella quale si dice estraneo all'aggressione, senza girarsi si rivolge alla madre di Willy Mi dispiace, è una grossa disgrazia dice, nessuno voleva uccidere nessuno.

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