Willy, le foto e testimonianze che incastrano il branco

17 set 2020

La personalità delinquenziale di Marco e Gabriele Bianchi si può facilmente desumere, oltre che dai precedenti di polizia, anche delle tantissime notizie sia di natura confidenziale che emerse da pregresse attività investigative. Una frase emblematica questa, scritta nero su bianco nel verbale del loro arresto per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte. Commesso in concorso, secondo la procura di Velletri con Mario Pincarelli e Francesco Belleggia. Del fatto che tutti e tre i nuclei famigliari degli indagati, nonostante il lusso e la bella vita ostentati sui social, percepissero il reddito di cittadinanza, rappresenta solo un tassello in più per delineare la personalità di chi, in piena notte tra il 5 e 6 settembre, ha massacrato di botte a Colleferro un ventunenne. Willy, afferma un testimone, era il più vicino al suv degli aggressori che, una volta scesi, prosegue, lo hanno attaccato senza proferire minacce né alcuna parola. Ed eccole dunque le foto dell'auto che li incrimina e che i Carabinieri scrivono essere stata poi parcheggiata con il chiaro intento di occultarla. A scattarla è un altro testimone dell'aggressione che ha la prontezza di riprendere la vettura, mentre il giovane di Palliano è a terra agonizzante. Willy non è l'unico ad essere colpito dal branco, quella notte. Un colpo lo riceve il suo compagno di scuola, quello che il 21enne difende prima di allontanarsi verso la sua auto con un altro amico, anche lui attaccato con pugni e calci dagli stessi ed è sempre lui a riconoscere i quattro, ora accusati di omicidio volontario con l'aggravante dei futili motivi. Col suo corpo cerca di proteggere Willy mente è già a terra con la testa abbandonata oltre il marciapiede. La violenza dei colpi subiti da me e Willy era inaudita, fa mettere a verbale prima di farsi visitare, soprattutto per le botte ricevute alla testa e alla trachea. Non sarà il solo tra i presenti a riconoscere gli indagati come gli autori del pestaggio, ma è lui a dire "ho un vivido ricordo di un paio di loro che saltavano sul corpo di Willy steso a terra".

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