Zone rosso scuro, Zaia: "Dati UE sbagliati"

26 gen 2021

La virtuosità rischia in maniera paradossale di diventare un problema. Cioè tu fai tanti tamponi perché vai a cercare il più possibile i contagiati. Dopodiché questa virtuosità viene trasformata in un elemento di crisi. Regioni e zone rosso scuro. Ci risiamo, tuona il governatore Luca Zaia, ancora annunci basati su calcoli sbagliati. La simulazione del centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie che colloca il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna, la provincia autonoma di Bolzano in una nuova zona di rischio. Questa volta è rosso scuro, se confermata, imporrebbe ai cittadini delle aree individuate tamponi e quarantene in caso di viaggi all'estero. Nulla di più sbagliato, sostiene Zaia. La classificazione si basa sul presupposto che i dati italiani siano uniformi, ma così non è, spiega il governatore. Chi, come Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Alto Adige, esegue un numero più elevato di tamponi rispetto ad altre regioni, trova di conseguenza più positivi. Servono parametri omogenei, ribadisce ancora una volta il Presidente del Veneto, ogni regione dovrebbe presentarsi con la stessa percentuale di tamponi sulla popolazione. Il dato del numero dei positivi ogni centomila abitanti a settimana dipende da quanti tamponi fai. Bene, ne facciamo 60000 al giorno. Non si può confrontare con realtà che ne fanno 1000 o 500 al giorno. Questo è il vero dato.

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