Il futuro di Fca a un anno dalla scomparsa di Marchionne

A un anno dalla scomparsa di Sergio Marchionne, il manager che ha risollevato le sorti finanziarie di Fiat Chrysler, è tempo di bilanci e di capire dove sta andando il colosso dell'auto italoamericano. Il percorso per gli anni a venire è quello tracciato dallo stesso Marchionne a partire dalla ricerca di alleati in un mondo, quello delle quattro ruote, in sofferenza e dove i piccoli rischiano di rimanere pericolosamente indietro. Rimettere i conti in ordine, azzerare il debito e generare profitti, cioè quanto fatto da Marchionne, era la premessa necessaria per un'alleanza, ma finora l'obiettivo non è stato raggiunto. La fusione con Renault e Nissan, che avrebbe partorito il primo gruppo mondiale dell'auto, è naufragata per una serie di ostacoli che ha visto protagonisti il Governo francese, azionista di Renault, e gli intricati rapporti tra Parigi e la casa automobilistica giapponese. Il matrimonio, forse, non è del tutto tramontato. In ogni caso Fiat Chrysler ha bisogno di un partner che abbia già sviluppato le tecnologie sulle quali l'industria scommette: elettrico, ibrido e idrogeno. Mentre la ricerca continua il Lingotto va avanti. Per la metà dell'anno prossimo è atteso il debutto a Mirafiori della 500 elettrica che seguirà le versioni ibride di altri modelli a marchio Fiat e Jeep. Nel nostro Paese si continua con la cassa integrazione e la piena occupazione rimane un obiettivo lontano al 2022, quello cioè promesso da Marchionne. Nell'archivio degli ultimi 12 mesi intanto c'è da ricordare la vendita di Magneti Marelli, gioiello della componentistica fruttata 6 miliardi di euro. L'operazione ha permesso di staccare un congruo assegno agli azionisti del Lingotto, che, però, devono fare i conti con utili e ricavi in calo e un valore di Borsa di Fiat Chrysler che si è ridotto. Una discesa che, invece, non ha riguardato il resto della galassia della famiglia Agnelli. Exor, la cassaforte dei fondatori di Fiat, e Cnh, con i suoi veicoli industriali, viaggiano sugli stessi livelli del 2018, mentre Ferrari ha continuato la sua corsa.


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