Le scelte di Fca, Marchionne: Panda via da Pomigliano

La Panda andrà altrove? “Ci deve andare di natura. Lo stabilimento di Pomigliano è capace di fare vetture più complesse della Panda, senza offendere nessuno”. Sergio Marchionne delinea così le strategie future del gruppo. Grande spazio ai marchi premium, perché sono quelli che consentono a FIAT di competere sui mercati internazionali. Mercati che sembrano aver accolto bene l’acquisto di Opel da parte di Peugeot Citroën, un’operazione approvata anche dal management italiano, che però spera che il management della casa francese riesca a lavorare nella direzione di ridurre i costi di produzione. Fusioni, invece, che non sono all’orizzonte in casa FCA. Marchionne ribadisce che non cerca partner, al momento, anche se il discorso con General Motors, per una collaborazione sui track, in America resta aperto. Porte chiuse invece sulla possibile vendita di pezzi del marchio, anche se il futuro di Lancia resta un enigma: “Non sono riuscito mai a trovare in un progetto che mi convincesse che il rischio associato con un investimento su Lancia, ci avrebbe dato risultati accettabili. È troppo selettivo, come marchio, non è conosciuto abbastanza, nonostante abbia una grandissima storia”. Il finale è dedicato alla Ferrari e al Mondiale di Formula 1 che sta per partire. Marchionne benedice le nuove regole e il cambio di proprietà del circus. Ma dopo la delusione dello scorso anno, sulle Rosse si mostra molto cauto: “Sono contento di come va la macchina, questo è importante. Come vettura è superiore a quella dell’anno scorso, alla grande, non soltanto perché abbiamo cambiato il regolamento, ma proprio per com’è stata disegnata e per come è stata messa su strada, la macchina è buona”.


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