Manovra, caccia alle risorse: si punta alla lotta all'evasione

Per mettere a punto la manovra una delle questioni principali, come accade ormai da anni, è capire quanta spesa in deficit si possa fare, cioè quanti nuovi denari chiedere in prestito ai mercati. Non bisogna però destabilizzare i conti pubblici, zavorrati da un debito pubblico enorme, e serve il via libera dell'Europa. La legge di bilancio per il 2020 potrebbe viaggiare fra i 30 e i 35 miliardi, e Bruxelles potrebbe dare all'Italia una flessibilità di una decina di miliardi, il che vuol dire che il deficit salirebbe all'anno prossimo verso il 2,1% stimato la scorsa primavera. A seconda però di quante e quali misure entreranno in manovra, questi denari potrebbero non bastare, col risultato che alla fine rimarrebbero ancora una dozzina di miliardi da trovare. Nel menu della finanziaria ci sono le spese non rinviabili e la riduzione delle tasse per i lavoratori col taglio del cosiddetto cuneo fiscale che vale 5 miliardi e, ancora, gli incentivi per l'ambiente, quelli per le imprese, agevolazioni per le famiglie e soprattutto i 23 miliardi per evitare l'aumento dell'IVA da gennaio. Il Tesoro sta lavorando per evitare che l'imposta sui consumi salga, smentendo le indiscrezioni di un ritocco all'insù dei livelli di IVA agevolata, come quello al 10% che si versa per esempio quando si prende una pizza al ristorante. Si può contare sul minore esborso stimato per il reddito di cittadinanza e Quota 100, nonché sui risparmi che si otterrebbero dal calo degli interessi sui Titoli di Stato registrato nelle ultime settimane. Ma si tratta di fondi tutti da verificare. Per reperire risorse nei piani del Governo c'è la spending review, cioè tagli agli sprechi e la revisione della giungla di bonus fiscali esistenti. Due capitoli però difficili da realizzare, soprattutto in tempi stretti. Si punta quindi sulla lotta all'evasione. Sul tavolo ci sono i rimborsi - non si sa in che misura - per chi utilizza il bancomat e altri mezzi di pagamento elettronici quando si fanno acquisti. In questo modo si scoraggia l'uso del contante e, rimanendo traccia delle transazioni, diventa più difficile non pagare le tasse. L'anno prossimo si recupererebbero 5 miliardi, si stima, la quadratura del cerchio però anche così non sembra a portata di mano.


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