Ue, Padoan assicura: daremo risposte su misure aggiuntive

“La risposta alla Commissione europea arriverà in tempo, in base alla richiesta della Commissione europea”. Al suo arrivo a Bruxelles per il vertice dei Ministri dell’eurozona, Pier Carlo Padoan assicura che entro il 1° febbraio l’Italia comunicherà alla Commissione cosa intende fare rispetto alla richiesta di un aggiustamento strutturale dei conti pubblici da 3,4 miliardi, cifra non impossibile da recuperare, anche per evitare una procedura di infrazione che peserebbe sulla credibilità dell’Italia e sui rendimenti dei titoli pubblici. La situazione, però, pare ancora molto aperta, con diverse opzioni sul tavolo e interventi che, semmai, arriverebbero comunque non prima di primavera, in concomitanza con il DEF. Pesano le incertezze sulla durata della legislatura e l’impopolarità di un’eventuale manovra aggiuntiva, magari a poche settimane dal voto anticipato. “Abbiamo mandato una lettera estremamente precisa e ci aspettiamo una risposta precisa”, avverte il Commissario Moscovici, che specifica come le nuove spese per il terremoto, oggetto di una lettera inviata a Bruxelles dal Premier Gentiloni, non rientrino nella negoziazione in corso. Se la Commissione sembra comunque voler mantenere la mano tesa verso Roma, diversi sono i toni tra gli Stati membri, dove sembrano crescere i dubbi sull’opportunità di riconoscere anche in futuro come circostanze eccezionali le spese legate ai migranti, che rappresentano ormai un fatto strutturale e, dunque, con costi prevedibili, ipotesi che l’Italia, già lasciata sola nella gestione dell’emergenza dopo il flop dei ricollocamenti, sarebbe pronta a rigettare con fermezza. “Sappiamo bene che le spese sui migranti, come le spese sul terremoto, già nella legge di bilancio hanno un trattamento particolare e continuerà a esserci”. Un atteggiamento di chiusura di alcuni Stati, soprattutto quelli più rigoristi sul fronte dell’austerità, che si riflette anche nella richiesta alla Commissione di far rispettare i vincoli del Patto di stabilità soprattutto nei confronti dei Paesi a più alto debito, proprio come l’Italia.


  • TAG
Autoplay