Unicredit e le indiscrezioni di un ridimensionamento

Unicredit continua anche oggi ad essere al centro dell'interesse degli investitori e non solo. Il gruppo potrebbe tagliare fino a 10.000 posti di lavoro, stando alle indiscrezioni raccolte ieri dalla testata finanziaria Bloomberg. Taglio che potrebbe far dimagrire una delle principali banche italiane di 10.000 dipendenti entro il 2023. Il tutto all'interno di un robusto piano di riduzione dei costi. L'obiettivo è di abbassarli del 10% dai livelli attuali. Stando ad altre indiscrezioni, gli esuberi potrebbero essere di numero inferiore e, in ogni caso, verrebbero attuati su base volontaria, sfruttando gli ammortizzatori sociali e i prepensionamenti e anche eventuali cessioni di rami d'azienda. Per la presentazione del piano industriale però occorrerà attendere dicembre. I rumors finora non sono stati confermati né smentiti dall'istituto, che in Italia ha quasi la metà dei suoi 86.000 impiegati e dove genera il 50% dei suoi ricavi. Allarmati i sindacati non disposti ad accettare un piano severo come questo sul quale sarebbe riposta anche l'attenzione del Governo. Anche nel piano precedente, quello in scadenza quest'anno, la banca ha programmato una riduzione totale di 14.000 dipendenti. L'AD Jean Pierre Mustier, nelle scorse settimane, ha completato prima del tempo la vendita di Banca Fineco, prevista inizialmente per gli inizi di settembre. Una mossa che aveva già attirato l'interesse degli operatori di mercato riguardo le necessità finanziarie del gruppo. Se è vero che la Svizzera UBS ha comunicato un secondo trimestre record grazie alla divisione che si occupa della gestione patrimoniale, altre banche europee versano in difficoltà, in primis l'istituto tedesco Deutsche Bank, che ha ricevuto un prestito ponte, pari a 2 miliardi di euro, dalla Bce per poter navigare in acque tranquille.


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