Air Italy, il governo: no a liquidazione

12 feb 2020

Forte irritazione e invito a fare marcia indietro. È quanto chiede il Governo ai commissari di Air Italy, incontrati al Ministero dei Trasporti, dopo che la compagnia aerea è stata messa in liquidazione con la sospensione dei voli e l'apertura di una procedura che, a meno di ripensamenti, segna il destino dell'aviolinea e apre un rebus sul futuro dei suoi 1200 dipendenti. L'esecutivo promette di mettere a disposizione ogni misura per tutelare i posti di lavoro, ma allo stesso tempo chiede alla società di trovare strade alternative alla liquidazione, che di per sé non comporta licenziamenti pur bloccando le attività. I commissari che gestiscono l'azienda in questa fase hanno il compito di pagare i creditori, dipendenti compresi. Ma dopo per questi ultimi non ci sono certezze. Il Governo lamenta anche di non essere stato coinvolto prima e in effetti i segnali che l'aviolinea fosse in difficoltà finanziarie c'erano da tempo. I conti di Air Italy sono in profondo rosso. La società è nata due anni fa con l'ingresso dei qatarioti in Meridiana, a sua volta erede di Alisarda e ha accumulato circa 360 milioni di euro di perdite. A far precipitare la situazione sarebbe stata la scelta del principale azionista, l'Aga Khan, di non voler mettere più denari su un business in perdita. L'altro socio, Qatar Airways, era pronta a iniettare nuova linfa, ma senza l'appoggio di altri partner o di quello esistente il gruppo arabo avrebbe finito per prendere la maggioranza della compagnia, con la conseguenza che, secondo le regole europee, si sarebbe perso il diritto a volare sopra i cieli comunitari. Voli che adesso Air Italy non fa più. I passeggeri che hanno in mano un biglietto potranno viaggiare fino al 25 febbraio con altri vettori. Dopo questa data scatterà il rimborso.

pubblicità