Alitalia al bivio, stipendi a rischio

15 feb 2021

È uno dei dossier economici più caldi che il nuovo Governo ha sul tavolo, quello di Alitalia che brucia un milione di euro al giorno e rischia di non avere i soldi per pagare gli stipendi già da questo mese. Il futuro della compagnia sembra arrivato a un nuovo bivio con l'esecutivo guidato da Mario Draghi, col nuovo Ministro dello sviluppo Giancarlo Giorgetti chiamato a gestire una situazione esplosiva. In ballo c'è il futuro di circa 12000 dipendenti. Con la pandemia, che ha mandato al tappeto il settore aereo, il precedente esecutivo ha tracciato la strada della nazionalizzazione, varando una nuova società Ita e dotandola di 3 miliardi con l'obiettivo di creare un aviolinea dalle ceneri della vecchia con meno aerei e personale, ma con la crisi che continua a mordere l'operazione non è decollata. L'Europa inoltre ha avvertito, serve discontinuità col passato. In parole povere, Bruxelles vuole evitare che siano violate le regole della concorrenza e si mascherino aiuti di Stato. Alitalia dovrebbe quindi essere messa di nuovo in vendita. I tentativi precedenti sono falliti con un bando aperto a tutti. Cosa farà a questo punto il Governo Draghi è tutto da vedere. Tenendo a mente che il premier nel recente passato ha detto di essere contrario a tenere in vita aziende decotte. Giorgetti ha definito Alitalia un pozzo senza fondo. Intanto ci sono altre questioni sotto la lente comunitaria. I prestiti pubblici 1,3 miliardi dal 2017 per salvare Alitalia potrebbero essere considerati contrari ai regolamenti. Ci sono poi gli indennizzi per la crisi legata al covid. Dei 350 milioni chiesti da Roma, Bruxelles ne ha autorizzati 270. La parte mancante, potrebbe essere ridotta perché si vuole capire se sia proporzionata ai danni subiti. Insomma, rimane poco ossigeno per continuare a volare.

pubblicità
pubblicità