Alitalia, in 45 anni ci è costata oltre 9 miliardi

22 nov 2019

Quanto ci costa tenere in volo Alitalia? Quanti soldi pubblici sono stati spesi per evitare il fallimento della compagnia aerea? Non è semplice calcolarlo con precisione, ma possiamo dire che il conto supera i 9 miliardi negli ultimi 4 decenni. Una cifra che ogni giorno rischia di aumentare, visto che l'aviolinea col tricolore brucia poco meno di un milione al giorno. Partiamo dal recente passato per capire come si arriva a questa somma. Due anni e mezzo fa il Governo guidato da Paolo Gentiloni stacca un assegno da 900 milioni. Arriva dopo che i dipendenti bocciano con un referendum il piano di Etihad, allora proprietaria del vettore, che a fronte di nuove risorse vuole 1000 posti di lavoro in meno. I denari sono erogati come prestito, ma la restituzione, interessi inclusi, viene rinviata più volte, fino a essere cancellata dall'attuale Governo, che ha previsto un nuovo contributo da 400 milioni, in attesa che si trovi qualcuno che prenda la cloche. Il conto sale se andiamo ancora più indietro nel tempo. Secondo uno studio di Mediobanca tra il 1974 e il 2007, anno in cui Alitalia venne commissariata la prima volta, lo Stato ci ha rimesso 3,3 miliardi, dovuti per lo più alle numerose toppe che si rendevano necessarie per chiudere le falle nei bilanci. Le perdite poi sono proseguite, accelerando dal 2008, quando il Governo Berlusconi non cede la società, all'epoca a controllo pubblico, ad Air France, ma alla Cai, i cosiddetti capitani coraggiosi. L’operazione accolla i debiti dell'aviolinea sulle spalle dell'erario, con un aggravio di 3 miliardi e mezzo. Si arriva così agli oltre 9 miliardi complessivi, considerando gli interessi sui prestiti mai pagati e l'inflazione. Quattrini sborsati dagli italiani che da anni pagano su ogni volo anche una tassa che in parte serve a finanziare i sussidi per il personale del settore aereo. Quattrini di cui hanno usufruito per lo più i dipendenti di Alitalia.

pubblicità
pubblicità