Alitalia, rebus salvataggio

21 nov 2019

Non sono bastate sette proroghe per la presentazione delle offerte per Alitalia. Il Puzzle rimane incompleto e il Premier Giuseppe Conte ammette che serve più tempo, confermando l'impegno del Governo e la necessità di una soluzione senza toppe. Il salvataggio della compagnia aerea, guidato da Ferrovie dello Stato e il Ministero del Tesoro appare lontano e resta fissato a marzo il termine ultimo per concludere l’operazione ed evitare che i commissari straordinari portino i libri in Tribunale. Il dossier si è complicato, dopo che Atlantia, che dovrebbe prendere più di un terzo dell'aviolinea, è rimasta alla finestra. Per il gruppo, i nodi da sciogliere riguardano la definizione del piano industriale e l'individuazione di un partner. Ma la holding, che controlla gli aeroporti di Roma e gestisce 3.000 km di Autostrade, attende anche di capire cosa voglia fare il Governo a proposito della annunciata revisione delle concessioni. Un riesame ventilato all'indomani del crollo del ponte Morandi, all'epoca sotto la responsabilità della società che fa capo ai Benetton. Il leader dei 5 Stelle, Luigi di Maio, definisce poco serio questo atteggiamento ed esclude baratti. In ogni caso rimangono le incognite sul quarto socio, cioè l'alleato industriale. Delta Airlines dice di essere ancora della partita e di essere disposta a investire 100 milioni di euro. Il gigante USA vorrebbe, per la nuova Alitalia, una riduzione delle rotte verso il Nord America, considerate tra le più remunerative. E oltre 2000 esuberi tra il personale. Più del doppio i tagli a cui punterebbe Lufthansa. Il vettore tedesco, però, ha sempre parlato di alleanza commerciale, da stringere dopo una cura dimagrante e di non voler mettere nell'affare dei soldi. Denari che intanto l'ex compagnia di bandiera continua a bruciare, rosicchiando il prestito concesso dallo Stato che finora le ha evitato la bancarotta.

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