Allerta virus, Borse europee in rosso: Milano la peggiore

10 mar 2020

Il recupero non è riuscito. I mercati finanziari c'hanno tentato, ma alla fine il colpo di reni non è stato messo a segno. E così, dopo una giornata altalenante, a prevalere sono stati i timori per l'impatto dell’epidemia di coronavirus sulla crescita globale. Chiusura in rosso, dunque, per le borse del vecchio continente e con Milano la peggiore, in calo di oltre 3 punti percentuali. Un po' meglio è andata agli altri listini, Piazza affari ha pagato la situazione d'emergenza italiana e le ipotesi di un'ulteriore stretta per arginare l'infezione. Neanche il fatto che il prezzo del petrolio abbia arrestato la caduta ha permesso di far dimenticare la disastrosa seduta di lunedì. Correlata all'epidemia infatti è la guerra dei prezzi che si è scatenata a causa del mancato accordo fra alcuni dei maggiori paesi produttori per tagliare le esportazioni. Con l'industria che marcia a un ritmo più lento, la domanda di greggio scende, ma di fronte al fallimento dell'intesa, l'Arabia Saudita ha iniziato a pompare più petrolio offrendola a costi più bassi. Gli investitori guardano anche a cosa faranno i governi e le istituzioni monetarie. Si attende in particolare misure di stimolo da parte della Banca Centrale Europea, meccanismi che potrebbero riguardare gli Istituti di credito, rendendo ancora meno onerosi i tassi, in modo da agevolare i prestiti alle imprese, ma anche un aumento dell'acquisto di titoli, secondo il collaudato sistema già in vigore, che ha permesso in passato di tenere a bada lo spread sulle nostre obbligazioni pubbliche. Differenziale con i Bund tedeschi che misura l'affidabilità dell'Italia e che si è leggermente raffreddato, rimanendo però al di sopra di 200 punti base.

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