Allerta virus, Fca sospende produzione in Serbia

14 feb 2020

Le ripercussioni economiche dell'epidemia di coronavirus si fanno di ora in ora più concrete e arrivano a colpire Fiat Chrysler che blocca le catene di montaggio in Serbia nello stabilimento dove si produce la 500L. Come paventato una decina di giorni fa, il motivo è che alcuni componenti provenienti dalla Cina non sono disponibili a causa della sospensione della produzione in molte fabbriche dell'Estremo Oriente, chiuse da settimane per limitare i contagi. La casa automobilistica italo-americana fa sapere che sta cercando i pezzi necessari da altri fornitori e conta di far ripartire la fabbrica entro fine mese. Il fermo temporaneo di Fiat Chrysler è il primo del genere in Europa da parte di una casa automobilistica. Il settore delle quattro ruote è uno di quelli che sta risentendo maggiormente dell'emergenza sanitaria, ma finora misure del genere erano state prese da molti marchi, da Volkswagen a Toyota, solo nelle fabbriche asiatiche. Altro comparto in sofferenza è quello turistico. Le compagnie aeree, a causa delle disdette da parte dei passeggeri e della cancellazione di molti voli per la Cina, potrebbero perdere 4 o 5 miliardi di dollari di ricavi nei primi tre mesi dell'anno. Le restrizioni ai viaggi minacciano anche i grandi eventi fieristici, come accaduto per la fiera della telefonia di Barcellona. A catena, ne risente anche la domanda di petrolio, in calo perché Pechino è un grande importatore, e il settore del lusso, dove l'Italia primeggia. Quanto pesanti saranno le conseguenze dell'infezione a livello planetario non è chiaro, difficile fare stime, dipende dagli sviluppi che avrà l'epidemia. Le maggiori istituzioni, a partire dall'Unione europea, avvertono il rischio, consapevoli che questa crisi piomba in un momento in cui l'economia continentale è già debole. Perde colpi la Germania, frena la crescita in Italia. Le previsioni sono per un andamento col freno a mano tirato e si teme che il coronavirus possa peggiorare le cose, a partire dalle nostre esportazioni, che l'anno scorso sono risultate in rialzo, ma hanno rallentato la corsa.

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