Allerta virus, sul tavolo del governo misure per le imprese italiane

11 feb 2020

Sgravi fiscali e rinvio del pagamento delle tasse, sarebbero queste alcune delle misure che il Governo ha in mente e che potrebbero arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri giovedì, per ridurre l'impatto negativo dell’epidemia di coronavirus sulle imprese italiane. Le restrizioni ai voli con la Cina e la sospensione delle attività in molte fabbriche nel Paese del Dragone che forniscono componenti anche all'industria italiana stanno creando i primi problemi anche alla nostra economia. In difficoltà il settore del turismo con gli albergatori che parlano di massicce disdette delle prenotazioni che, a cascata, si traducono in un calo degli affari per ristoratori e negozianti, soprattutto nel comparto del lusso. A rischio anche l'export, un'attività cruciale per il Made in Italy che ha in Pechino uno dei suoi principali partner commerciali. E ancora le nostre imprese, ce ne sono circa 1.700 che si trovano in Cina. Emblematico il caso di Moncler, il marchio italiano della moda, ha chiuso un terzo dei punti vendita cinesi, e soprattutto, rinviato all'inizio l'anno prossimo gli investimenti, segno che l'epidemia sta ridisegnando le strategie aziendali. Non è chiara quale sarà la portata dell'impatto dell'infezione sulla Cina, primo esportatore mondiale, sulla crescita globale e sull'economia italiana, con la frenata nell'ultimo scorcio dell'anno scorso che se continuerà nei primi mesi di quest'anno ci porterebbe tecnicamente in recessione. Tutto dipende dalla durata dell’epidemia e se, come ci si aspetta, una volta superata l'emergenza, il Dragone riprenderà a far marciare a ritmo serrato le fabbriche e i consumi. In questo caso l'effetto sull'Europa potrebbe essere temporaneo e limitato. Intanto c'è da gestire la crisi. Per le nostre imprese una stampella, potrebbe arrivare dai fondi già stanziati. Lo ricorda il Ministro degli Esteri Luigi di Maio, in un'intervista al Sole 24 ore quando parla di 300 milioni nel 2020 per sostenere il Made in Italy, e dei 20 milioni per investimenti promozionali per chi esporta in Cina, che, assicura, non subirà variazioni.

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