Amazon, nel 2020 nessuna tassa pagata sui profitti in Ue

05 mag 2021

Molte cose sono cambiate con la pandemia, ma alcune certezze sono rimaste granitiche, come i favori fiscali di cui godono alcuni Giganti Tecnologici. Il quotidiano inglese Guardian è stato il primo ad accorgersi che la divisione lussemburghese di Amazon, che gestisce buona parte delle vendite europee, ha raggiunto nel 2020 44 miliardi di euro di ricavi e allo stesso tempo non ha pagato neanche un euro di tassa sui profitti. L'Azienda si è infatti dichiarato in perdita per più di un miliardo di euro, grazie a un credito fiscale accumulato negli anni, e così non ha pagato alcune Imposta sugli Utili. Il Governo lussemburghese da anni infatti accorda ad Amazon condizioni vantaggiose, che sono state anche oggetto nel 2017 di una condanna per aiuti fiscali da parte della Commissione Europea. L'Azienda di Jeff Bezos si è però difesa affermando che paga tutte le tasse richieste, e che i profitti sono rimasti bassi per via degli ingenti investimenti. A guardare però i risultati globali del primo trimestre 2021 viene qualche dubbio, Amazon ha infatti dichiarato più di 8 miliardi di profitti su un totale di 108 miliardi di dollari di fatturato. Ogni 100 dollari di ricavi insomma ha accumulato più di 7 dollari di profitti, mentre sul suolo Europeo è invece da almeno due anni che si dichiara in perdita. L'accusa che le viene rivolta, insomma, da economisti e analisti è di eludere le imposte riducendo la propria base imponibile e trasferendo profitti non tassati. Una dimostrazione questa che non basterà imporre un'unica aliquota fiscale sulle Imprese come proposto per la prima volta dagli Stati Uniti di Joe Biden, ma servirà anche armonizzare le regole fiscali che oggi permettono alle multinazionali tecnologiche di non pagare un euro di tasse sui profitti.

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