Ambiente, risorse limitate per rottamazione auto

19 set 2019

Chi rottama l'auto vecchia avrà un bonus di 2 mila euro da spendere per l'autobus. E' questa, in sintesi, una delle intenzioni del Governo per migliorare la qualità dell'aria. I soldi a disposizione, però, non sarebbero molti, quindi si rischierebbe di avere un effetto limitato. Vediamo perché. L'incentivo è ipotizzato per chi porta allo sfasciacarrozze la macchina con più di 10 anni. Il credito varrebbe, infatti, fino alle vetture Euro 4 comprese. Ne potrebbero usufruire, però, solo chi vive in una delle città metropolitane più inquinate, nove grandi comuni e le loro province, fra le quali Roma, Milano, Torino e Napoli. 5 anni è il tempo massimo per spendere i 2 mila euro, da utilizzare per l'abbonamento ai mezzi pubblici locali oppure per il cosiddetto Sharing Mobility, cioè, per esempio, le auto a noleggio, purché elettriche o, comunque, verdi. Il beneficio varrebbe anche per i familiari conviventi, ma si perderebbe se entro due anni si comprasse o si affittasse a lungo termine una macchina che non è a basse emissioni. Per finanziare la rottamazione, però, si parla al massimo di 200 milioni. A conti fatti, basterebbero per dare il bonus a non più di 100 mila persone. Ma siccome, come visto, la misura riguarderebbe solo le città più grandi, alla fine i beneficiari potrebbero essere molti di meno. Altra misura pensata per ridurre lo smog è la detrazione per lo scuolabus ecologico. Le famiglie che utilizzassero questo mezzo avrebbero, con la dichiarazione dei redditi, un rimborso fino a 200 euro l'anno. Anche qui i soldi non sono tanti, 10 milioni all'anno. C'è poi lo sconto per i prodotti sfusi. Per ridurre l'uso di plastica e altri imballaggi il costo è ridotto del 20% per saponi, detersivi o alimentari alla spina. A tutto questo si aggiungerebbe il taglio degli sconti fiscali ritenuti inquinanti e oggi in vigore. Ne usufruiscono soprattutto il settore agricolo e quello dell'autotrasporto per i loro carburanti e valgono quasi 17 miliardi. L'obiettivo è cancellarli tutti entro il 2040, cominciando l'anno prossimo con una sforbiciata del 10%. Toccare questi bonus, però, vorrebbe dire un aumento dei costi per i diretti interessati.

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