Anticipo pensione a 64 anni: ecco chi può richiederlo

06 mag 2021

Mentre il cantiere pensioni torna in piena attività alla ricerca di soluzioni alternative dopo lo scadere di Quota 100 per evitare il secco ritorno alla Legge Fornero e all'uscita di vecchiaia a 67 anni già oggi le norme permettono, ad alcuni lavoratori, di andare in pensione in anticipo, a 64 anni, ma a determinate condizioni. La prima: essere stati assunti e aver cominciato a versare i contributi dal 1996, cioè dall'entrata in vigore della Riforma Dini che ha introdotto il regime del calcolo contributivo con l'importo dell'assegno legato a quanto versato. Secondo requisito: avere almeno un minimo di 20 anni di contribuzione. Terzo: la pensione maturata dovrà essere superiore a 2,8 volte l'importo dell'assegno sociale, a conti fatti circa 1.290 euro al mese. È chiaro che questo meccanismo non è per tutti ma un traguardo che può essere raggiunto da chi ha percepito negli anni stipendi medio-alti. Una possibilità offerta dal regime contributivo che premia, insomma, chi ha guadagnato di più. Per questo nel programma di riforma delle pensioni proposto unitariamente da CGIL, CISL e UIL, con l'obiettivo di evitare penalizzazioni ai redditi più bassi, si chiede di ridurre sensibilmente a 1,5 volte rispetto all'assegno sociale, il vincolo sugli importi minimi per accedere a questa opzione.

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