La speranza che l’aumento dei tassi potesse essere più morbido del previsto si è infranta. La Banca Centrale Europea è andata avanti con quanto aveva annunciato e così il costo del denaro aumenta di mezzo punto, portando il tasso di interesse principale al 3%. Nelle ultime ore si erano rincorse voci su un rialzo inferiore, 25 punti, visto le turbolenze che stanno investendo le banche sui mercati, con la crisi degli Istituti americani imputabili, in parte, agli alti tassi negli Stati Uniti e alla tempesta sul Credit Suisse. Non è un caso così che la numero uno della BCE, Christine Lagarde abbia cercato di tranquillizzare. "Il settore bancario, attualmente, si trova in una posizione molto più forte rispetto al 2008". Gli Istituti continentali sono poco esposti verso il Credit Suisse, precisa l’Eurotower, che, aggiunge, ha gli strumenti per fornire la liquidità necessaria qualora servisse. Ma Lagarde dice anche che in questo momento non è possibile dire quali manovre ci saranno sui tassi nei mesi a venire. Una decisione, quella di questo ennesimo rialzo dei tassi, che porta a prestiti e mutui più cari per famiglie e imprese, dovuta al fatto che l’inflazione è vista “troppo alta” nei prossimi mesi e lontana dall’obiettivo di Francoforte del 2%. La Bce, però, è un po’ più ottimista sulla crescita e migliora le previsioni per l'eurozona, grazie al calo dei prezzi dell'energia e alla maggior tenuta dell'economia. Ma, si precisa, non tenendo conto delle ultime turbolenze finanziarie.























