Berlino fa più debito e Parigi spinge sui fondi Ue

24 set 2020

Berlino mette di nuovo mano al portafoglio e continua a sospendere uno dei suoi simboli, il rigore in economia, la regola del freno al debito è abbandonata per un po' di anni, con l'obiettivo, ha dichiarato il ministro delle finanze Olaf Scholz, di uscire il prima possibile dalla crisi causata dal coronavirus. Con la manovra per il 2021 quindi la Germania spenderà quasi 100 miliardi di euro per la metà in investimenti che non ha nei suoi forzieri. Una cifra che si somma ai 200 miliardi in deficit previsti per quest'anno. La locomotiva d'Europa può permetterselo, con i tassi d'interesse dei suoi titoli di Stato sottozero, è certa di trovare chi le presterà i denari senza dover attingere troppo ai fondi europei del recovery Fund, Berlino prenderà circa 23 miliardi di sussidi e probabilmente non chiederà i prestiti messi a disposizione dall'unione europea, diversamente accade per l'Italia e la Spagna, che hanno annunciato che ricorreranno anche alle linee di credito, arrivando così a una dote complessiva rispettivamente di 209 e 140 miliardi, le quote più alte. Ma per spendere questi quattrini bisogna presentare dei piani dettagliati, Roma ha tracciato a grandi linee un primo quadro ed entro metà ottobre invierà a Bruxelles la sua bozza, a gennaio, probabilmente la lista definitiva delle opere da finanziare. A Madrid il Governo è alla ricerca di alleanze in Parlamento e la scelta di come utilizzare i fondi non sembra vicina, chi è a buon punto è Parigi, c'è già un piano pluriennale da 100 miliardi, di cui 40 di fondi europei, con misure che spaziano dal sostegno al lavoro e alle imprese, passando di investimenti per l'ambiente e la tecnologia, come chiede l'Europa. Il tutto con progetti concreti come la ristrutturazione di edifici e la produzione di batterie elettriche.

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