Bitcoin record, +300% nel 2017

06 set 2017

Il “boom”, poi la frenata. Più trecento per cento da inizio anno. In soli otto mesi, una performance mostruosa in tutti i sensi, tant’è che alcune autorità iniziano a intervenire e le quotazioni si sono raffreddate. Stiamo parlando dei bitcoin, la moneta elettronica scambiata online senza intermediari e senza abbastanza controlli, denunciano in tanti. In realtà, non l’unica, ma la più famosa e diffusa delle cosiddette “criptomonete”, il denaro virtuale che sta conoscendo uno sviluppo senza precedenti. A inizio settembre, il valore di un bitcoin ha sfiorato i 5.000 dollari. A marzo era sotto i 1.000. Chi ci ha scommesso ha quintuplicato il suo capitale. Quali motivi alla base di queste spaventose oscillazioni? Per gli esperti, almeno quattro, ben mescolati: l’aumentata fiducia da parte degli investitori, specialmente i fondi più speculativi; l’aver superato senza danni alcuni passaggi delicati, come la nascita di altre criptomonete; la scarsità di questo bene digitale, che tende a tenere sostenuta la domanda (in circolazione ci sono “solo” 16 milioni di bitcoin) e il fatto che sia sempre più semplice comprarli, visto che aumentano i cambiavalute online e le transazioni si fanno sempre più veloci. Proprio dall’Asia, dove nascono e si sono sviluppati i bitcoin, è arrivata in questi giorni la frenata. La Banca centrale cinese, infatti, è intervenuta per mettere al bando le offerte iniziali di queste monete da parte degli operatori, definendole una minaccia seria per l’ordine economico. Sessanta piattaforme di società che offrono e scambiano bitcoin saranno soggette a stringenti ispezioni, anche per evitare scandali come quello della Mt. Gox, di tre anni fa, quando la società sparì da un giorno all’altro e con essa i soldi, veri, usati per acquistare denaro digitale. Cosa faranno adesso le altre grandi banche centrali è il dubbio di tanti economisti. La BCE, che si riunisce in queste ore, non potrà non discuterne, fosse anche solo ufficiosamente.

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