Blocco licenziamenti, sindacati: Draghi non si è pronunciato

10 feb 2021

Mario Draghi ascolta ma non rivela la sua ricetta sui temi economici più caldi. Il premier incaricato, nel suo giro di incontri con i rappresentanti di imprese, associazioni e sindacati non si sbottona. Le carte restano coperte, a partire dalla sospensione dei licenziamenti, che scade a fine marzo. Noi abbiamo chiesto la proroga del blocco dei licenziamenti e la proroga degli ammortizzatori sociali. Il Presidente ci ha ascoltato. Non si è pronunciato. Per i sindacati, dunque, un incontro interlocutorio, l'auspicio è di essere coinvolti in un futuro Governo a guida Draghi, ma con la consapevolezza che l'ex Presidente della banca centrale europea nei mesi scorsi ha fatto capire di non essere favorevole a sussidi a pioggia per le imprese decotte, preferendo aiuti pubblici per favorire il reinserimento di chi perde il posto nelle aziende sane. Chi non ha dubbi su Draghi sono gli industriali. Abbiamo espresso al Presidente incaricato il nostro più convinto sostegno all'azione che dovrà intraprendere. Il numero uno di Confindustria, Carlo Bonomi non ha detto cosa ha risposto Draghi alle proposte sulle riforme di fisco, burocrazia, sugli investimenti, recovery fund, sulle difficoltà delle aziende a causa della pandemia. Difficoltà che possono portare le aziende, come paventato dall'associazione delle banche, a non riuscire più a rimborsare i prestiti ricevuti o come hanno fatto presente i commercianti a non essere in grado di tenere aperti i battenti senza ulteriori indennizzi e la cassa integrazione. Anche in questi casi, Draghi si sarebbe dimostrato consapevole della situazione, ma nulla di più è trapelato. Anche sulla disponibilità dei comuni di mettere a disposizione i centri estivi per un'eventuale prolungamento della scuola sino a fine giugno. Un'ipotesi sulla quale la leader della Cisl Furlan non chiude la porta.

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