Bonus 110%, quando e perché cedere il credito alla banca

12 ott 2020

Si moltiplicano le offerte di banche e assicurazioni per la gestione del bonus 110%. Ma perché se spendendo 100 posso avere indietro 110? Dovrò cedere questo vantaggio a qualcun altro? Se le spese eccedono, quello che è l'Irpef da privato cittadino, non potrebbe usufruirne. Facciamo un esempio, faccio lavori che mi danno un vantaggio fiscale di 25000 euro. Al momento di pagare le tasse, recupererà 5000 euro all'anno nei prossimi cinque anni. Tutto bene, se le tasse che devo versare all'anno all'anno sono più alte di 5000 euro. Ma che succede se io devo pagare solo 3000€ annui di IRPEF? Perdo 2000€ annui. I lavori di cui parliamo richiedono cifre ben più alte di queste. Per rifare cappotto, caldaie, infissi e magari mettere anche i pannelli solari servono decine di migliaia di euro. Se calcoliamo che l'IRPEF media pagata dagli italiani è di 5270 euro all'anno significa che sarebbero ben pochi a poter usufruire direttamente del bonus. Ma la soluzione c'è. Ho due vie, la prima è lo sconto in fattura e questo mi permette di fare i lavori praticamente gratis senza dover anticipare soldi, cedendo il mio bonus all'impresa che a sua volta se la vedrà con il fisco. La seconda è compensare fino al limite dei 3000 e per il resto fare una cessione di tutto il credito o totale di tutto il credito. Insomma faccio una pianificazione fiscale e anziché perdere questi 2000€ posso decidere di cederli alla banca, ovvio che l'operazione avrà un costo. In cambio del 110% potrebbe decidere di darmi il 102 che si potrebbe abbassare ulteriormente nel caso abbia bisogno di farne anticipare anche i soldi per pagare i lavori.

pubblicità