Una volta forse decisiva nella storia dei bonus edilizi. Il Governo stabilisce lo stop allo sconto in fattura con cessione del credito. Un meccanismo molto usato perché consente, anzi consentiva, al proprietario di non mettere neanche un euro per i lavori, era l'azienda edile ad anticipare i soldi e cedere poi il credito a banche e altri istituti. Su oltre 110 miliardi di euro di lavori finanziati con i bonus oltre la metà sono stati pagati così, facendo lievitare frodi e incagli nella circolazione di questi crediti. Resta questa possibilità solo se la data di approvazione dei lavori, ad esempio la delibera dell'assemblea condominiale, è precedente all'entrata in vigore del decreto altrimenti si torna alla detrazione nella dichiarazione dei redditi spalmata su più anni, che comporta l'esborso iniziale del proprietario. "È chiaramente una misura di impatto che si rende necessario per, diciamo così, bloccare gli effetti di una politica scellerata, che è stata utilizzato anche in campagna elettorale, e che ha prodotto anche sicuramente beneficio per alcuni cittadini ma che ha posto alla fine in carico a ciascuno di noi, a ciascuna italiano, dalla culla diciamo così fino all'ultima... 2.000 euro a testa, questo è il bilancio di questa esperienza. In più arriva il divieto per le pubbliche amministrazioni di acquistare crediti in circolazione derivanti dai bonus edilizi. Con le nuove regole europee infatti si dovrebbero computare nel debito pubblico e lo farebbero lievitare. Il Consiglio dei Ministri ha varato anche il terzo decreto legge sul PNRR, cambia l'architettura della macchina che gestisce il piano, e accorcia e semplifica le procedure per realizzare gli obiettivi fissati. In molti casi si dimezzano i tempi previsti dalla legge per gli enti locali, con maggiori poteri di sostituzione delle stazioni centrali in caso di ritardi.























