Il blitz, e lo stop. Il Governo con mossa fulminea ha posto fine alla possibilità di accedere a tutti i bonus edilizi attraverso la cessione del credito e lo sconto in fattura. Una scelta obbligata, rimarca la maggioranza tutta, anche se Forza Italia non ha apprezzato la tempistica. Una politica scellerata, ha sottolineato il Ministro Giorgetti, quella del tutto a tutti, ha reso insostenibile la spesa e improrogabile l'intervento a gamba tesa. "Quello che è accaduto è semplicemente, economicamente e finanziariamente irragionevole e pericoloso. Quindi, da una parte va salvaguardato il mondo delle imprese, il lavoro, gli impegni assunti, dall'altra parte tutte le degenerazioni che hanno portato a questa criticità vanno affrontate con la stessa fermezza, limitando i danni per lo Stato che possono emergere". Ma fuori dal perimetro della maggioranza s'odono fortissime le voci di chi è contrario. Tutta la filiera del comparto e i sindacati denunciano il rischio del tracollo per imprese e lavoratori. L'opposizione rimarca l'incoerenza della maggioranza e vede il rischio di una vero e proprio bagno di sangue. Calenda però si smarca, appoggiando le parole e le scelte del Ministro dell'Economia Giorgetti. Il MoVimento 5 Stelle, che la misura l'ha issata come bandiera politica, è furente. "Con questo decreto il Governo volge e tradisce famiglia e imprese che contavano sulle ristrutturazioni, crediti d'imposta, sconto in fattura e, soprattutto, ammazza la nostra economia. Sta creando le premesse per un disastro economico-sociale, tradendo tutti gli impegni presi in campagna elettorale". Lunedì a Palazzo Chigi ci sarà un confronto tra Governo e parti sociali per capire se e come attutire l'impatto di questa drastica decisione per il presente ed il futuro del settore. L'Associazione Bancaria Italiana, e l'ANCE, quella dei costruttori, chiedono al Governo subito una misura per riavviare la compravendita dei crediti.























