Caccia al tesoro per evitare la procedura Ue

21 giu 2019

Trovare i soldi per evitare la procedura di infrazione che l'Europa vuole avviare contro l'Italia e che metterebbe i nostri conti pubblici sotto stretta sorveglianza, rischiando di infiammare lo spread, è una caccia al tesoro nonché una corsa contro il tempo visto che Bruxelles deciderà entro il 9 luglio. Cerchiamo di capire meglio perché. Partiamo da quest'anno. Il Governo sta cercando di racimolare svariati miliardi per evitare una manovra correttiva che finirebbe per pesare sulle tasche degli italiani. L'ultima mossa di Palazzo Chigi prevede che Cassa Depositi e Prestiti, il braccio finanziario dello Stato, stacchi un assegno di quasi 800 milioni. Si tratta di profitti che, anziché finire nelle riserve della controllata del Ministero dell'Economia, che ha partecipazioni rilevanti in alcune delle maggiori aziende del Paese e gestisce il risparmio postale, verrebbero utilizzati per ridurre la spesa. Andrebbero, quindi, a tagliare il deficit del 2019, che il Governo vuol far scendere al 2,4%, stimato ad aprile, al 2,1. Servono, però, altri quattrini. Sul piatto ci sono 3 miliardi, per lo più frutto delle maggiori entrate fiscali ottenute soprattutto grazie alla fatturazione elettronica. Altri 2 miliardi, poi, sono quelli congelati con la scorsa legge di bilancio. Si tratta di tagli alla spesa dei Ministeri, ma, ha assicurato il Governo, non saranno toccati gli oltre 300 milioni per il trasporto pubblico locale e il welfare. I fondi che mancano, quindi, vanno trovati sforbiciando altre voci. Ci sono poi i risparmi dal reddito di cittadinanza e quota 100; quest'anno potrebbero costare fino a 3 miliardi meno del previsto. Toccarli tutti adesso, però, sarebbe un rischio: se ci fosse un boom di domande per le due misure, si creerebbe un buco. Tirando le somme, il Governo potrebbe mettere sul tavolo delle trattative con Bruxelles fino a 8 o 9 miliardi, bisogna però vedere se questi argomenti saranno convincenti, visto che si tratta in alcuni casi di voci “una tantum” e in altri di risorse la cui entità si potrà verificare solo a fine anno. Ancora più complicata è la caccia alle risorse per il 2020: bisogna trovare 23 miliardi per evitare l'aumento dell'IVA, dare un colpo di mannaia agli sprechi e contemporaneamente soddisfare le richieste di Salvini e Di Maio di tagliare le tasse.

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