Cina e la guerra contro i videogiochi: cosa sta succedendo

09 set 2021

"Recentemente hanno messo parecchie restrizioni sull'uso dei videogiochi on-line per i minori di 18 anni, addirittura non più di tre ore settimanali mi ricordo anche gli orari: venerdì, sabato e domenica dalle 20 alle 21, non di più. E per altro, è notizia fresca che sono stati convocati, nella giornata di ieri, i vertici di giganti del settore come Tencent ma anche altri, in pratica i funzionari di Pechino gli hanno detto: guardate, noi vogliamo che voi controlliate i contenuti delle piattaforme di videogiochi, per impedire la diffusione di valori sbagliati, per proteggere di fatto la salute fisica e mentale dei nostri minori. Dietro questa giusta, diciamo esigenza, c'è dell'altro, secondo te?". "Premesso che io sono molto favorevole ai videogiochi, anche come strumento educativo, perché ci sono dei videogiochi che veramente aiutano anche a sviluppare la mente e i sistemi cognitivi. È ovvio che ci confrontiamo comunque con un Paese che ha un approccio ovviamente non molto democratico e di conseguenza vuole tenere sotto controllo, tutta una serie di messaggi che evidentemente non sono ritenuti per loro positivi e vanno a limitare a tre ore l'utilizzo dei videogames a settimana, per i minorenni. Questo secondo me è una scelta che dovrebbe spettare ai genitori del ragazzo che sta davanti ai videogiochi o al ragazzo stesso se...". "Certo, questo è l'aspetto educativo dicevo, ma ti chiedevo e poi devo salutarti, se tu reputi che dietro questo ci sia dell'altro, se questo non sia solo, tra virgolette, un grimaldello per diciamo controllare meglio il settore hi-tech in generale". "Certo, assolutamente c'è una guerra verso il settore tecnologico cinese, che sta avendo sempre più poteri, non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico, perché sono dei giganti che fanno un fatturato, un'utile pazzesco, quindi il Governo evidentemente vuole mettere le mani su questo mondo e su questa crescita". "E in effetti c'è stata anche una forte contrazione del valore di questi titoli. Abbiamo preparato un grafico con Lorenzo Borga, che ci dà una media dell'andamento di questi titoli. Ad esempio, negli Stati Uniti, stiamo parlando di media ovviamente, tra giganti del calibro di Alphabet, ossia di Google, Apple, Amazon, Facebook da inizio anno fa segnare una crescita del 35,5%. Il listino Nasdaq, listino hi-tech, +20%. Dall'altro lato invece, i grandi giganti cinesi, come Alibaba, come Baidu segnano cali di oltre 20 punti percentuali".

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