Col decreto fiscale parte la lotta all'evsione del governo

28 ott 2019

È già in vigore, ma alcune delle sue misure saranno operative sono nei prossimi mesi. Il decreto fiscale, la stampella della legge di bilancio, contiene molti interventi che avranno un impatto sulle vite di tanti italiani. L'uso del contante, per esempio, scenderà da 3.000 a 2.000 euro, per calare ancora, come in passato, a 1.000 nel 2022. Si tratta di una delle frecce del Governo per combattere l'evasione, che l'anno prossimo dovrebbe portare 3 miliardi nelle casse dello Stato. Così l'esecutivo avvia gli incentivi ai pagamenti elettronici, prevedendo per commercianti e professionisti un bonus del 30% sulle commissioni bancarie che pesano sulle transazioni con bancomat e carte di credito. Si tratta di un credito d'imposta che scatterà dalla metà dell'anno prossimo e riguarderà chi ha ricavi fino a 400 mila euro l'anno. Per i negozianti ci saranno però anche le multe: sanzione di 30 euro aumenta del 4% del valore della vendita se rifiuteranno la moneta elettronica, fino a 500 euro invece dovrà tirare fuori chi non comunicherà al fisco i dati del cliente che vuole partecipare alla lotteria degli scontrini. La riffa delle ricevute non riguarderà solo i consumatori, ma anche gli esercenti e per i premi vengono stanziati 45 milioni di euro. Il grosso del recupero delle tasse non pagate, però, arriverà da altre misure: più controlli per evitare frodi come quelle sui carburanti o sulle compensazioni fra crediti e debiti fiscali. In pratica bisognerà dimostrare in modo più rigoroso che si ha diritto a un rimborso da parte dell'erario. Aumentano, poi, le pene per i grandi evasori: chi, per esempio, trucca la dichiarazione con fatture false rischia fino a 8 anni di carcere. Questa stretta entrerà in vigore solo dopo che il decreto sarà legge, mentre sono operative da subito altre norme come il nuovo prestito da 400 milioni ad Alitalia e gli incentivi per i seggiolini anti-abbandono. Infine il decreto dà una sforbiciata da 3 miliardi alle spese dei ministeri, quasi tutti a carico del dicastero del Tesoro. Rinviati alla legge di bilancio altri interventi fiscali, fra questi le nuove tasse su bibite gassate e plastica, ma anche il “premio Befana” per chi fa acquisti con la carta di credito.

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